Pagina:Ardigo - Scritti vari.djvu/237

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

Articoli 231

mangiando, anche svegliandomi la notte e soprattutto passeggiando fuori, penso e preparo per la mattina seguente. E se mi incontro, come assai spesso mi accade, con un punto difficile, tento e ritento la soluzione finchè vi sia riuscito, e con una pertinacia instancabile, sicchè dico sempre, che devo tutto alla pazienza, della quale sono capace, e per cui rifaccio magari venti volte se non sono interamente soddisfatto e scrivendo sempre da capo il tratto medesimo.

E si danno dei periodi, nei quali dovrei disperarmi, sentendomi quasi impotente più alla applicazione. Ma non dispero per l’esperienza fatta che tali periodi passano tornando la lena e l’estro di nuovo. E così smetto per poco e riposo aspettando il ritorno della buona disposizione.....

Il lavoro per me è un bisogno irresistibile. Lavoro fino al massimo della stanchezza, che riesce poi in generale accompagnata dalla soddisfazione e dalla compiacenza del lavoro fatto.

(Rivista di filosofia e scienze affini , Bologna, marzo-aprile 1907). (Inchiesta promossa dalla detta Rivista).

16.
La formazione inconscia delle convinzioni.


L’esperienza individuale, la suggestione dal dire e dal fare degli altri, nonchè dalle usanze e dalle istituzioni vigenti, fanno nascere in un uomo, a sua insaputa e suo malgrado, quelle idee e quelle convinzioni, onde egli, per inconscio procedimento della psiche in lui così formatasi, si trova indotto e forzato a giudicare della giustizia e della moralità degli atti suoi e altrui. E sì, che egli si persuada di subire in questo il dominio imprescrivibile di una ragione sovrana informatrice a priori della coscienza, rivelantesi originariamente e imperante a tutti