Pagina:Ardigo - Scritti vari.djvu/25

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Polemiche 19

gli ha fatti bruciare nel 1762 per mano del carnefice, (vedi: Du Jèsuitisme ancien et moderne par l’archev. De Molines) e queste 326 pubblicazioni, scritte e approvate tutte, da teologi gesuiti, vi insegnano che 28 incoraggiarono lo spergiuro; 33 il furto; 36 l’omicidio; 17 l’impudicizia; 68 l’assassinio sui re alla maniera di Ravaillac: (Vedi Gaussen: sommo pontefice) e tutto vi si permette in nome di Gesù e di Maria!! purchè si estirpi tutti quelli che non credono alle loro imposture. Dunque, vi potete figurare quale sorpresa ci fece il sentire Voi a calunniarci! ma continuate pure, noi continueremo ad anatomizzare e dica pure chi sentesi capace a smentire le nostre asserzioni, e noi non avremo paura.

E tutto questo sia detto fra noi senza adirarsi!

E.P.

(Dal n. 181, domenica 23 giugno 1867, della Favilla)


II.
Sulla storia della confessione esposta nel n. 181 della Favilla dal sig. Eugenio Pettoello.


Osservazioni del prete professore R. Ardigò. (Mantova, giovedì 18 e domenica 21 luglio 1867).


Il signor Eugenio Pettoello scrive sulla Favilla degli articoli teologico-storici. La gente li piglia sul serio, perchè vi si fa un grande sfoggio di prove, e vi si sfidano, con una intrepidezza veramente stupenda, tutti quanti i teologi romani, che vi sono qualificati, dal primo fino all’ultimo, siccome impostori e senza logica.

Perchè abbiano modo di disilludersi quelli tra i sorpresi che sono in buona fede, mi sono tolto la briga di fare l’analisi di uno di questi articoli. Di quello, inserito nel n. 181 del 23 giugno p. p. sulla Confessione. Ritengo