Pagina:Ardigo - Scritti vari.djvu/37

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Polemiche 31

egli adoperato tutte le forze, tutte le risorse della sua grande eloquenza in tante delle sue omelie per eccitare i fedeli alla confessione? Perciocchè veramente in cento altri luoghi egli dice espressamente che bisogna confessarsi al ministro di Dio; come nell’Omelia sulla Samaritana, dove si trovano queste parole: «Chi ha vergogna e non vuole confessare i suoi peccati all’uomo... nel giorno del giudizio sarà accusato, non davanti ad una o due persone, ma davanti al cospetto di tutto il mondo». E se altri volesse divertirsi a leggere altri passi simili dello stesso, quanti gliene potrei indicare1!

L’altro passo del Grisostomo citato dall’articolista, contro la confessione segreta, è il seguente:

«... Io non ti dico che tu porti in pompa i tuoi peccati in pubblico; nè che vada ad accusarli ad altrui (intendete preti!), ma confessali presso al tuo Dio, se non colla lingua, almeno colla memoria» (Om. 31).

Con questa indicazione, «Omelia 31», nè il Sig. E. P. nè nessuno sarebbe capace di trovarlo questo passo; onde, per comodo di chi amasse di leggerlo nel testo, aggiungiamo che questa 31ª Omelia deve essere cercata fra quelle sulla lettera agli Ebrei. Nell’edizione di Venezia sopra citata questo passo si trova nel tomo XII alla pagina 289 alla lettera D, e fa parte delle considerazioni sul versetto del salmo 6, «Laverò tutte le notti il mio letto (col pianto); il luogo del mio riposo irrigherò colle mie lagrime;» considerazioni nelle quali il santo vuol far conoscere, quanto buona ed util cosa sia il ricordarsi sempre del peccato commesso; perchè, come egli dice, nulla giova tanto ad emendarsi del delitto quanto il ricordarsi sempre di averlo commesso; a quel modo che il salmo dimostra

  1. Vedi p. e. Om. 9 n. 6 e 30 n. 1 sulla Genesi — Oraz. 3 n. 4 contro i Giudei — Om. 4 della croce e del ladrone — Om. 34 n. 3 sopra S. Giovanni — Om. 4 delle statue — Om. 6 n. 4 e 5 sulla lettera agli Ebrei — Lib. II 3 e 4, lib III 5 e 6 del sacerdozio.