Pagina:Ardigo - Scritti vari.djvu/87

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Polemiche 81

lemica e non assumiamo altra responsabilità che quella imposta dalla legge.

La Redazione


Ecco la lettera.

Non sapendo più che rispondere sul tema da loro intavolato della confessione, che fanno i signori Pettoello e De Sanctis?

Il primo, perchè non sa più cosa dire, va in collera con me; ripete delle false e sciocche accuse, che io aveva disprezzato, e si sfoga chiamandomi vile ed infame.

E il secondo, ossia il signor Luigi De Sanctis? Il vecchio teologo che da 32 anni a questa parte insegna teologia, storia ecclesiastica ed antichità cristiane, l’uomo di cui non solo il nome impone rispetto ma che gode la stima e l’amicizia di quanti vi hanno in Italia letterati, letta la mia Risposta, si sente venir meno il fiato, e balbetta una scusa, nella quale è tirato in scena... Chi? Il tipografo.

Così in nome del Mutuo Soccorso, Pettoello nei suoi bisogni ricorre a De Sanctis, e De Sanctis nelle sue necessità chiama in ajuto il tipografo.

Ora delle rinnovate accuse che dirò? Dirò che tengo nel mio portafoglio una Protesta degli studenti del ginnasio, stati miei scolari nell’anno testè finito, colla quale i medesimi, tra le altre cose, si dichiarano pronti a smentire quelle accuse anche in giudizio, ogniqualvolta piacesse al prof. Ardigò invocare dalla legge... le punizioni dovute ai calunniatori.

E qui, mentre ringrazio pubblicamente i miei scolari dell’interessamento grandissimo, onde in questa occasione, come in molte altre, hanno voluto attestarmi la loro stima e benevolenza, li prego di perdonarmi, se mi sono trattenuto dall’adempiere il vivo desiderio da loro espressomi di far inserire la loro Protesta per intero sulla stessa Favilla.

Ardigò - 6