Pagina:Arienti, Giovanni Sabadino degli – Le porretane, 1914 – BEIC 1736495.djvu/373

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avere pazienzia, dicendoli che era per Io meglio e che de quella castigatura rengraziasse Dio. Di che Bruschino diceva: — Rengraziato sia sempre Dio, ma non de questo, perché non è per il meglio, ma è solo per avere furalo li capuni, che mai non li avessi veduto ! Io me ve recomando per l’amore del nostro signor lesú Cristo! Non me fate male, chémai piú non furarò. — E, dicendo simile e molte altre parole, el cavaliero alora, oltra la pietá aveva di lui, incominciò a ridere fieramente insieme cum li famigli, in modo che, persentendo questo solazzo il podestá e pigliandone, come persona clemente, molto piacere, per alora non vòlse se seguisse la frustatura. Di che in brevi giorni poi cum onesta punizione fu liberato. Si che voglio concludere, excellentissima compagnia, se la mia conclusione será bona, a conforto dei tristi e cattivi, che la poca prudenzia, anzi la trista vita e mancamenti loro siano de’ suoi strazi e affanni sola casone, e non el corso de le stelle, come nel facto del Roscone resolvere possiamo. Dolcemente piacque a la brigata, unico e caro signor mio, la narrata novelletta da Bonaventura, dicendo cum molte risa che per certo la umana propagazione producea pur novi ucclli e novi casi nel mondo, e concludendo che, cossi come uno omo non fu mai al mondo simile a l’altro in ogni parte, cossi essere vari, infiniti e dissimili li effecti de la nostra vita, e per questo non essendo forsi maraviglia se tanta varietá se vedeva tutto el giorno nel nostro emisperio. Ed a queste parole e a molte altre de simile substanzia essendose posto fine, un altro nostro citadino, caro convicino e prisco amico del conte, nominato Filippo Beroaldo — de la cui doctrina, profunda memoria, mansuetudine e divino ingegno non potrei cum mille lingue a pieno narrare (non voglio dire cum questa inepta e stanca penna), in modo, signore mio caro, che io non ardirei alcuno altro per tanta etate per mio iudicio proporli (come a sua eterna stianissimo fama re nel de gran Pranza, gimnasio l’efTecto de de Parrise, tanta laude citá primaria ha dimostrato, del crie tuttavia ne la vostra inclita citá dimostra a li numerosi