Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/104

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98 canto


68
     Ha fatto il re bandir, per liberarla
(che pur gli par ch’a torto sia accusata),
che vuol per moglie e con gran dote darla
a chi torrá l’infamia che l’è data.
Chi per lei comparisca non si parla
guerriero ancora, anzi l’un l’altro guata;
che quel Lurcanio in arme è cosí fiero,
che par che di lui tema ogni guerriero.

69
     Atteso ha l’empia sorte, che Zerbino,
fratel di lei, nel regno non si truove;
che va giá molti mesi peregrino,
mostrando di sé in arme inclite pruove:
che quando si trovasse piú vicino
quel cavallier gagliardo, o in luogo dove
potesse avere a tempo la novella,
non mancheria d’aiuto alla sorella.

70
     Il re, ch’intanto cerca di sapere
per altra pruova, che per arme, ancora,
se sono queste accuse o false o vere,
se dritto o torto è che sua figlia mora;
ha fatto prender certe cameriere
che lo dovrian saper, se vero fòra:
ond’io previdi, che se presa era io,
troppo periglio era del duca e mio.

71
     E la notte medesima mi trassi
fuor de la corte, e al duca mi condussi;
e gli feci veder quanto importassi
al capo d’amendua, se presa io fussi.
Lodommi, e disse ch’io non dubitassi:
a’ suoi conforti poi venir m’indussi
ad una sua fortezza ch’è qui presso,
in compagnia di dui che mi diede esso.