Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/286

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280 canto


92
     In simili parole si diffuse
Ruggier, che tutte non so dirvi a pieno;
e seguí con molt’altre, e non concluse
fin che non vide tutto il foglio pieno;
e poi piegò la lettera e la chiuse,
e suggellata se la pose in seno,
con speme che gli occorra il dí seguente
chi alla donna la dia secretamente.

93
     Chiusa ch’ebbe la lettera, chiuse anco
gli occhi sul letto, e ritrovò quiete;
che ’l Sonno venne, e sparse il corpo stanco
col ramo intinto nel liquor di Lete:
e posò fin ch’un nembo rosso e bianco
di fiori sparse le contrade liete
del lucido orïente d’ogn’intorno,
et indi uscí de l’aureo albergo il giorno.

94
     E poi ch’a salutar la nuova luce
pei verdi rami incominciar gli augelli,
Aidigier che voleva essere il duce
di Ruggiero e de l’altro, e guidar quelli
ove faccin che dati in mano al truce
Bertolagi non siano i duo fratelli,
fu ’l primo in piede; e quando sentir lui,
del letto uscirò anco quegli altri dui.

95
     Poi che vestiti furo e bene armati,
coi duo cugin Ruggier si mette in via.
giá molto indarno avendoli pregati
che questa impresa a lui tutta si dia;
ma essi, pel desir c’han de’ lor frati,
e perché lor parea discortesia,
steron negando piú duri che sassi,
nè consentiron mai che solo andassi.