Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/454

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448 canto


104
     ove Rinaldo seco abbia il cavallo,
che posto sia communemente in mezzo:
se ’l re uccide Rinaldo o il fa vassallo,
se ne pigli il destrier senz’altro mezzo;
ma se Gradasso è quel che faccia fallo,
che sia condotto all’ultimo ribrezzo,
o, per piú non poter, che gli si renda,
da lui Rinaldo Durindana prenda.

105
     Con maraviglia molta e piú dolore
(come v’ho detto) avea Rinaldo udito
da Fiordiligi bella, ch’era fuore
de l’intelletto il suo cugino uscito.
Avea de l’arme inteso anco il tenore,
e del litigio che n’era seguito;
e ch’in somma Gradasso avea quel brando
ch’ornò di mille e mille palme Orlando.

106
     Poi che furon d’accordo, ritornosse
il re Gradasso ai servitori sui;
ben che dal paladin pregato fosse
che ne venisse ad alloggiar con lui.
Come fu giorno, il re pagano armosse;
cosí Rinaldo: e giunsero ambedui
ove dovea non lungi alla fontana
combattersi Baiardo e Durindana.

107
     De la battaglia che Rinaldo avere
con Gradasso dovea da solo a solo,
parean gli amici suoi tutti temere,
e inanzi il caso ne faceano il duolo.
Molto ardir, molta forza, alto sapere
avea Gradasso; et or che del figliuolo
del gran Milone avea la spada al fianco,
di timor per Rinaldo era ognun bianco.