Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/70

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64 canto


116
     Di ch’altri a favorir la turba venne,
che tardi poi non se ne fu a pentire;
altri, a cui la cittá piú non attenne
che gli stranieri, accorse a dipartire;
altri, piú saggio, in man la briglia tenne,
mirando dove questo avesse a uscire.
Di quelli fu Grifone et Aquilante,
che per vendicar l’arme andaro inante.

117
     Essi, vedendo il re che di veneno
avea le luci inebriate e rosse,
et essendo da molti instrutti a pieno
de la cagion che la discordia mosse,
e parendo a Grifon che sua, non meno
che del re Norandin, l’ingiuria fosse;
s’avean le lance fatte dar con fretta,
e venian fulminando alla vendetta.

118
     Astolfo d’altra parte Rabicano
venia spronando a tutti gli altri inante,
con l’incantata lancia d’oro in mano,
ch’al fiero scontro abbatte ogni giostrante.
Ferí con essa e lasciò steso al piano
prima Grifone, e poi trovò Aquilante;
e de lo scudo toccò l’orlo a pena,
che lo gittò riverso in su l’arena.

119
     I cavallier di pregio e di gran pruova
votan le selle inanzi a Sansonetto.
L’uscita de la piazza il popul truova:
il re n’arrabbia d’ira e di dispetto.
Con la prima corazza e con la nuova
Marfisa intanto, e l’uno e l’altro elmetto,
poi che si vide a tutti dare il tergo,
vincitrice venia verso l’albergo.