Pagina:Aristofane - Commedie, Venezia 1545.djvu/114

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Fid.
Un’altra volta dopo queste, dine anchor de le cose magiori. certo tu sai che m’alegro, molti mali udendo.
Str.
O bardassa.
Fid.
Spandilo con molte rose.
Str.
Tu batti il padre!
Fid.
Et faroti vedere per Giove, che giustamente t’hò battuto, et perche lo meriti.
Str.
O sciaguratissimo, et à che modo puo stare che tu batti il padre con ragione?
Fid.
Io te lo mostrarò pur, et dicendo ti vincerò.
Str.
Questo tu vincerai?
Fid.
Sì, et facilmente, elegiti poi qual parola de le due tu vuoi, à dire.
Str.
De quali parole?
Fid.
La migliore, ò quella da manco.
Str.
T’hò pur insegnato per Giove, ò tristo, à contradire à le cose giuste, se pur sei per credere che giusto, et honesto sia, che’l padre da i figliuoli sia battuto.
Fid.
Anzi penso pur, che tu lo debi credere. Sì che ne tu havendo sentito, niente contradirai.
Str.
Et non di meno ogni cosa che dirai voglio udire.
Coro.
A te appertiene ò vecchio considerare, quando vincerai l’huomo. che costui se in qualche cosa non fosse stato persuaso, non saria cosi stranio, et senza governo, ma è che ardisce qualche cosa manifesta per un’altra cosa, la superbia è de l’huomo, ma fin da l’hora che in prima s’incominciò à conten-