Pagina:Aristofane - Commedie, Venezia 1545.djvu/479

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LE CONGREGANTI
quale ne venga dietro? volgeti, considera, servati istessa sicuramente. molti sono i scelerati: che alcuno indietro non osservi l’habito nostro. ma facendo strepito con i piedi vatene: che questa cosa detta à gli huomini, ne potria far vergogna. hor ritirati, e guardati à torno, e de qui e de lì, à ciò la cosa non andasse male. affrettiamosi che siamo presso a’l luogo, d’onde facessimo impeto a’l concilio, quando gli andassimo. lece vedere questa casa, onde è questa capitanea. attrovando la cosa, che di nuovo è parsa à i citadini. Però è il dovere, che noi aspettando, non tardiamo. à ciò che alcuno non ne vega le postizze barbe, che forsi non ne mordi, ò vituperi. Horsu quà à l’ombra venendo, guarderai il muro, da l’altra parte ordina te medesima dove tu eri, e non tardare, che vediamo questa nostra Capitanea, che vien da’l concilio. ogniuna s’affretti, e habi in odio la barba, ch’ella ha à le masselle. vengono costoro havendo anchora il medesimo habito.
Pra.
Le cose che consultavamo ò donne felicemente sono successe, ma prestissimamente, nanti che alcun’huomo vi vega, gettate via spogliatevi la veste, i calciamenti vaghino à spasso. Gettate via le laconice subricate, mettete giu i bastoni. Nondimeno tu ordina costoro, che io voglio saltar dentro, nanti che mio marito mi vega, et che io metta giu il pallio lì, dove l’ho tolto, e le altre co-