Pagina:Aristofane - Commedie, Venezia 1545.djvu/503

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LE CONGREGANTI
V.
Non mi darai niente.
Altra v.
Tu dove, dove vai con essa?
G.
Non gli vò, che’lla mi strassina, hor se non mi sprezzarai ch’io sia consumato, liberami, agiutami, ch’io ti renderò il cambio. ò Hercole, ò Pane, ò Coribanti, ò Dioscuri, questo mi è un piu pernicioso male, che cosa è questa di gratia pregoti? è forsi una simia costei che hà doi diti di belletto su la faccia? ò pur è una vecchia resuscitata da morte à vita?
V.
Non mi ingiuriar, seguimi pure.
Al. V.
Vien pur da me, che mai t’abbandonerò.
V.
Nanche io.
G.
O assassine hoggi mi havete assassinato.
V.
Bisogna che segui me secondo la lege.
Al.
Nò. se un’altra vecchia piu brutta vi apparerà.
G.
Se dunque mi strazzarete, come potrò io andar à la bella?
V.
Consideralo tu. questo bisogna che faccij.
G.
Quali, quali iscacciando sarò io liberato?
V.
Non lo sai? vien da me.
G.
Lasciami tu.
Al. V.
Vien dunque da me.
G.
Per Giove se ella mi lascia.
V.
Non ti lascierò per Giove.
Al. V.
Nanche io.
G.
Sete fatte difficili portinare.
V.
Perche?