Pagina:Aristofane - Commedie, Venezia 1545.djvu/582

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che diciamo cose buone, et iscambievolmente tacemo, come anchor noi, vi corregeressimo.
Preside
Voi noi? cosa grave dici bene, et non da esser gia tolerata da me.
Lisistrata
Taci, taci ò malvagio.
Preside
Ch'io tacia?
Lisistrata
E piglia un poco questi coprimenti à torno à la testa.
Preside
A ciò che hora non viva.
Lisistrata
Ma se questo t'impedisce, piglia questo coprimento da me, et tientilo, e circondatil'à torno à la testa. E poi taci. E questo cavagnuolo, e fila sottocinto, rodendo fave. E la guerra poi sarà à cura à le donne.
Coro de le donne
Tolletevi ò donne via da i secchij, à ciò che particolarmente soccorriamo anchora noi à le amiche, che io non mi stancherei mai à saltare e ballare, ne la stanchezza mi pigliarà i genocchi faticosi. Et voglo mettermi ad ogni cosa con queste, che sono causa de la vertù. Che hanno ingegno, ch'hanno grazia, ch'hanno audacia, ch'hanno sapienza, ch'hanno vertù prudente amica à la cità. Ma ò venite con ira da le nutrici fortissime e da le madrecine ortiche, venite con ira, e non mitigatevi, perche ancora correte à segonda.
Lisistrata
Et se pur il dolce amor e la Ciprigna Venere gli inspirarà il desiderio di noi iscambievole, ne i petti e ne le cosse, e gli ingenerarà la distension de'l membro grata e dilettosa à gli huomini, e