Pagina:Artusi - La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, Landi, 1895.djvu/191

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223. - Cosciotto o spalla di castrato in cazzaruola II

Questa è una ricetta più semplice e da preferirsi a quella del numero precedente quando non si richieda contorno alcuno di erbaggi o di legumi.

Prendete una spalla di castrato e dopo averla disossata steccatela con lardelli di lardone involtati nel sale e nel pepe. Salatela alquanto, poi arrocchiata e legata stretta, mettetela al fuoco con grammi 40 di burro e una mezza cipolla steccata con un garofano e fatele prender colore. Ritirata la cazzaruola dal fuoco versateci un bicchier d’acqua, o meglio brodo, una cucchiaiata d’acquavite, un mazzetto odoroso e, se è il tempo dei pomodori, alcuni di questi spezzati.

Fate bollire adagio per circa tre ore colla cazzaruola tenuta chiusa con doppio foglio di carta, rivoltando spesso il pezzo della carne. Quando sarà cotta, gettate via la cipolla, passate il sugo, digrassatelo ed unitelo alla carne quando la mandate in tavola.

Vi avverto di non cuocerla troppo chè allora non si potrebbe tagliare a fette.

Nella stessa maniera, colle debite proporzioni nel condimento, si può fare il cosciotto. Se vi è nauseoso il puzzo speciale al montone, digrassate la carne anche da cruda.


224. - Bue alla moda

Questo piatto va trattato poco diversamente da quello del N. 222.

Prendete non meno di un chilogrammo di magro della coscia o del culaccio di bestia grossa e steccatelo con