Pagina:Artusi - La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, Landi, 1895.djvu/87

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

67

due rossi d’uovo. Mescolate, e chiudeteli come i cappelletti all’uso di Romagna N. 6, o in modo più semplice; con questa dose ne farete 60 circa.

Cuoceteli in brodo per minestra, o asciutti con cacio e burro, oppure col sugo.


76. - Spaghetti colle acciughe

Per minestra di magro è appetitosa. Prendete spaghetti mezzani che sono da preferirsi a quelle corde da contrabbasso, eccellenti per gli stomachi degli spaccalegne. Grammi 350 sono più che sufficienti per quattro persone di pasto ordinario e per questa quantità bastano cinque acciughe. Lavatele, nettatele bene dalle spine e dalle lische, pestatele alquanto colla lunetta e ponetele al fuoco con olio buono in abbondanza e una presa di pepe. Non fatele bollire, ma quando cominciano a scaldarsi aggiungete grammi 50 di burro, un poco di sugo di pomodoro o conserva e levatele.

Condite con questo intingolo gli spaghetti cotti in acqua poco salata, procurando che restino durettini.


77. - Spaghetti alla rustica

Gli antichi Romani lasciavano mangiare l’aglio all’infima gente, e Alfonso re di Castiglia tanto l’odiava da infliggere una punizione a chi fosse comparso a Corte col puzzo dell’aglio in bocca. Più saggi gli antichi Egizi lo adoravano in forma di nume, forse perchè ne avevano sperimentate le medicinali virtù: e infatti si vuole che l’aglio sia di qualche giovamento agl’isterici, che promuova la secrezione delle orine, rinforzi lo stomaco, aiuti la digestione e, essendo anche vermifugo, serva