Pagina:Ascensioni umane Fogazzaro.djvu/153

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L’Origine dell’Uomo 131

gendosi in questo secondo stadio nuove differenze alle prime, e così ad ogni generazione, sorgeva poco a poco dalla specie primitiva una specie nuova.

Subito si levò intorno a Darwin un clamore immenso di ammirazione e di scandalo. Cavalieri e araldi della sua idea la sparsero ai quattro venti, si batterono per essa su tutti i campi contro nemici che li affrontavano, in parte con alabarde e stocchi mediovali, con rugginosi cimieri tolti alla polvere dei musei, in parte anche con buone armi moderne e con intrepida calma. Il nome di Darwin andò alle stelle, ma il polverio levato dai combattenti oscura l’aria, e la gente non capisce molto ciò che succede sui campi di battaglia. Molte brave persone si figurano che la grande idea di un progresso continuo di tutto l’universo, dalle vacue, informi nebulose alle ordinate magnificenze dei sistemi stellari, alla vita, alla coscienza, sia sorta nella mente di Darwin, mentre Darwin non ha ideato che un modo di spiegare le trasformazioni supposte di certi organismi sopra un globulo roteante di materia oscura, perduto nell’Infinito. Si confonde la teoria dell’Evoluzione col darwinismo; non basta, si scrive e si grida, di qua con gioia, di là con orrore, che una folla formidabile di giganti muove, col nome di Darwin sugli stendardi, contro Dio.