Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/685

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— Adesso parlate un volgare schietto, gli dissi, e ve ne sono obbligato; e benchè io non sappia d’aver fatta alcuna delle cose che mi attribuite, e benchè questo bastimento mi sia venuto di buon acquisto, pure vedendo che mi si prepara un tal complimento, come me ne accertate voi, le cui intenzioni sembranmi oneste, mi terrò all’erta.

— Per amor di Dio, signore non parlate di tenervi all’erta; la più bella cautela sta nel mettersi fuor di pericolo. Se vi preme la vostra vita e quella di tutti i vostri uomini, salpate subito all’alzarsi della marea; e poichè avrete avuto tutto il tempo d’una marea a vostro vantaggio, voi sarete già in alto mare con un vantaggio di due buone ore su le scialuppe che dovranno aspettare un’altra marea per mettersi in moto, senza contare che avrebbero a far venti miglia per raggiungervi, e allora sareste già in alto mare, nè ardirebbero darvi la caccia per essere appunto scialuppe e non grossi bastimenti, massime soffiando, come fa oggi, un vento gagliardo.

— Da vero m’avete data una grande prova di buon cuore. Che posso io fare per compensarvene?

— Signore, voi non potete avere tutta questa voglia di compensarmi, perchè non avete un pieno convincimento della veracità del mio avviso. Per altro vi farò una proposta. Io debbo aver diciannove mesi di paga dal capitano del bastimento su cui entrai di servizio nel venir via dall’Inghilterra; l’Olandese che è meco ne vuol sette. Se vi sentite di abbonarceli, noi vi seguiamo nel vostro viaggio. Ove altro non vi succeda, noi non domandiamo di più. Se poi arrivate a convincervi d’andar debitore a noi della vostra vita e della salvezza del bastimento e di tutta la vostra gente, ci rimettiamo alla vostra discrezione.»

Acconsentii subito, e mi recai a bordo con questi due nuovi marinai.