Pagina:Balbo, Cesare – Della storia d'Italia dalle origini fino ai nostri giorni, Vol. I, 1913 – BEIC 1740806.djvu/92

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86 libro terzo


orientale [467], da lui poscia combattuto, vinto ed ucciso [472]; poi morto Ricimero, che stava per prendere esso l’imperio, Olibrio morto fra tre mesi [472]; poi Glicerio imporporato in Italia, e Nipote nominato a Costantinopoli, il quale cacciò l’emolo [474] e fu cacciato egli stesso da Oreste suo maestro de’ militi; e finalmente Romolo Augustolo figliuolo d’Oreste, deposto in breve da Odoacre duce di genti raccogliticce, le une sollevate in Italia e l’altre tratte d’in sul Danubio dalle reliquie dell’imperio unno. Odoacre non istimò rifare inutili imperatori, e fu finito l’imperio occidentale, l’imperio italiano [476].

16. Coltura antica, idolatra. — Della religione giá dicemmo a suo luogo, e cosí faremo pure per le seguenti etá, nelle quali le cose religiose si verranno sempre piú mescolando colle civili e politiche; ondeché non ci resta né resterá a parlare separatamente se non delle colture. — Nella etá dell’imperio romano, come due religioni, cosí furono due colture, una antica e cadente coll’idolatria, una nuova e progrediente col cristianesimo. — Il cader della prima incominciò vivente od appena morto Augusto, e continuò senza interruzione, peggiorando via via poi; ondeché non può attribuirsi, come si fa da alcuni, né ai barbari che erano tuttavia lontanissimi, né al cristianesimo che era ancora impotentissimo a ciò. Alcuni altri, del resto grandi, fanno causa di questa come d’ogni altra decadenza della coltura, non so qual legge di periodicitá, a cui dicono soggetta la natura umana; e per cui ogni coltura, giunta al sommo, dovrebbe sempre e di necessitá cadere, fino a che sorga un’altra a succederle crescendo, arrivando al sommo suo, e ricadendo di nuovo, all’infinito. Ma costoro si lasciaron forse ingannare dallo spettacolo, frequente sí, non costante, di siffatti periodi. I quali non si veggono dalla scienza or progredita né nella coltura indiana né nella cinese; e men che mai in nessuna delle moderne cristiane, non nell’italiana, né nella francese, e men che in niun’altra forse, nell’inglese. E quindi sembra da abbandonare del tutto questa supposta legge universale, e da cercar piú attentamente in ciascuna delle colture decadute