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degli imperatori romani 91


principalmente il latino; onde apparisce piú che mai la contrarietá delle due colture antica e cristiana, delle due serie decrescente e crescente. E perché poi nell’ultima metá del secolo quinto cessò a un tratto questo gran fiorire della coltura cristiana, perciò apparisce sopratutto che quella scusa, quel quasi vanto di essere stata distrutta da’ barbari che si dá da alcuni alla coltura antica, non a lei, ma sí veramente si può, si dee dare alla sola coltura cristiana. — Le arti cristiane poi, furono naturalmente oscurissime ne’ tre primi secoli, tra le catacombe. D’architettura non n’era bisogno né possibilitá in tali luoghi; né vi potevan fiorir nemmeno le pitture o le sculture. Quindi sono rozzissimi e discordi da quelli dell’arte idolatra i pochi monumenti cristiani che si trovano di quell’etá primitiva. Né sorsero guari poi, all’uscir dalle catacombe, le due arti figurative cristiane: trovavano giá decadute anche l’arti idolatre. Ma sorse a un tratto a nuovi modi l’architettura; quell’arte tanto piú varia che non le due sorelle, perché ella può e deve adattarsi alle variabili condizioni della societá, mentre queste debbono sempre figurare l’invariabil natura. Cosí l’architettura cristiana prese per li templi la forma delle basiliche da’ primi edifizi donati a tale uso; e v’aggiunse poi i due lati a crociera, per ricordar nella pianta o la croce, o piuttosto i crocicchi delle catacombe. Sono del tempo di Costantino, oltre altre, l’antica chiesa di San Pietro, e quella di San Paolo che durò fino agli anni nostri. E la rozza magnificenza dell’ultima basterebbe sola a provare che se son sognate le donazioni di potenza politica, furono reali quelle di edifizi ed altre possessioni, fatte ai papi da Costantino. Dal quale in poi moltiplicaronsi gli edifizi sacri in Italia e fuori, ed in Costantinopoli principalmente; e perché naturalmente e bene o male gli edifizi dánno occasioni di pitture e scolture, nacquene nell’arte intiera quello stile, che, per essere stato coltivato principalmente e piú a lungo a Costantinopoli, ebbe e serba nome di «bizantino». Stile rozzo, goffo, e decaduto senza dubbio; ma serbò pure un resto d’arti; ma aiutò il risorgimento poi. Ondeché dell’arti come delle lettere si può dire che le cristiane sorsero fin d’allora a’ progressi futuri, mentre le idolatre finivano di cadere.