Pagina:Balbo, Cesare – Storia d'Italia dalle origini fino ai nostri giorni, Vol. II, 1914 – BEIC 1741401.djvu/122

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118 libro settimo

o riordinator ecclesiastico nella Corsica sollevata; come Venezia, quando volle regolar le relazioni tra ecclesiastici regolari ed ordinari; come le corti borboniche, quando, sequestrando Avignone, rifecero esse ciò che fu tanto e giustamente rimproverato ai papi, il mescolar le ostilitá spirituali e temporali. Col re Carlo di Sardegna, solo forse moderato e rispettoso in tutto ciò, papa Rezzonico non si guastò. — Del resto, tutte queste dispute ecclesiastiche erano inasprite, ingrossate da un’altra, non so s’io dica maggiore, o se anzi non ne sorrideranno i posteri un dí, da una disputa, una sollevazione quasi universale contro a un ordine di frati, o monaci, o conventuali, o religiosi regolari che voglian essere, ed importa poco, contro ai gesuiti. Se mi fosse possibile schivar questo assunto, io lo schiverei, per non iscostarmi qui da molti miei consenzienti ed amici, e non parer accostarmi a coloro dai quali io dissento quasi generalmente. Ma io sacrificai testé affetti e riconoscenze molto piú strette; e sacrificherò queste, se mai, al dovere storico, di non omettere nella narrazione assunta ciò che, bene o male, degno o risibile, fu pure l’affare che piú occupò l’Italia, la cristianitá in questi anni; ed al dovere conseguente di dirne ciò che credo veritá, ciò che, cessati gli interessi, le parti, le passioni presenti, non parrá forse indegno del nome di «liberalitá», ciò che sará forse liberalitá de’ nostri posteri. Io dissi gia la bella idea di sant’Ignazio, la bella istituzione de’ gesuiti, fatta per servire alla propagazione della cristianitá tra gli infedeli, alla difesa della cattolicitá contro a’ nuovi dissenzienti. E fecero i gesuiti l’opera prima magnificamente sempre intorno al globo, la seconda con grande operositá ed utilitá da principio. Ma in questa io crederei che si guastassero prontamente: che portati dal loro zelo ne’ paesi tiranneggiati dai dissenzienti, v’imparasser troppe arti di nascondersi, di dissimulare o simulare; troppo ardore, troppa fiducia in sé, troppa ostinazione nella lor parte, indubitalmente buona nel suo scopo cattolico, ma soggetta a errori, come ogni umana cosa, ne’ mezzi, nelle applicazioni. Un cinquanta anni e non piú, giá il notammo, durò il trionfo, l’ampliarsi della Riforma; ed un cinquant’anni cosí la bella guerra difensiva dei gesuiti in Europa. Ma col fermarsi