Pagina:Balbo, Cesare – Storia d'Italia dalle origini fino ai nostri giorni, Vol. II, 1914 – BEIC 1741401.djvu/138

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134 libro settimo

Francia sotto Paoli, tornatovi da qualche tempo; e vi venivan poi gl’inglesi, ed eran ricacciati all’ultimo; di che, come di provincia oramai tutta francese, non diremo altrimenti. Intanto i piemontesi ed austriaci tentarono riprendere Savoia e Nizza, e dar la mano a Lione e Tolone. Combatterono non senza vigore [8, 12 giugno] al colle di Rauss nelle Alpi marittime; ma furono respinti in ogni altro luogo; e caddero poi Lione [9 ottobre] e Tolone [19 dicembre]. A questa ripresa di Tolone, Napoleone contribuí come ufficiale d’artiglieria. Quest’anno 1793 fu il bruttissimo della storia interna di Francia. Ma confessiamolo a gloria di quel popolo; quella bruttezza fu ricompra dalla magnifica difesa della indipendenza. Salvo i regi, tutti s’unirono a tal difesa. Né serve attribuirla, come fanno alcuni, chi a Carnot, chi al terrore di Robespierre e consorti; né Carnot né il terrore non avrebbon valuto, senza quel sentimento d’indipendenza che fu solo buono rimasto allora a’ francesi, che fu tanto piú forte forse perché solo buono lor conceduto, e che bastò a ricondur poi la nazione a poco a poco a tutti gli altri, salvo la costanza. Alla quale pure essi verranno: ché quanto piú si scorron tempi o paesi, piú si vede confermato che questo sentimento genera, tosto o tardi, tutti gli altri buoni. — Nel 1794 poi, mentre cessava [28 luglio], per il supplizio di Robespierre e de’ suoi complici principali, quella somma tirannia che fu detta il Terrore, gli eserciti repubblicani uscivan di nuovo di Francia da ogni parte, riprendevano Belgio e la riva sinistra del Reno, invadevano Olanda e Spagna. In Italia s’avanzavan meno; trattenuti dall’esercito piemontese, non prendeano che le somme Alpi al piccolo San Bernardo, al Moncenisio, all’Argentiera. Ma tra l’Alpi marittime e l’Appennino violavano [aprile] la stolta neutralitá di Genova, e s’allargavano nella riviera di ponente, e né per questo si riscuoteva Genova. Né si riscuoteva Venezia, l’altra decrepita aristocrazia. Quindi, i francesi prendean Saorgio e il Col di Tenda ed altri passi, e scendean qua e lá in Piemonte. Combattessi principalmente [21 settembre] a Dego, destinato a maggior rinome. In quest’anno [23 maggio] a Valenciennes fu firmato tra Sardegna ed Austria