Pagina:Balbo, Cesare – Storia d'Italia dalle origini fino ai nostri giorni, Vol. II, 1914 – BEIC 1741401.djvu/144

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140 libro settimo

pace generale in vari luoghi, e poi, rotti quelli, di pace particolare tra Francia ed Austria presso a Campoformio; e Buonaparte in persona li condusse, vi tiranneggiò Austria, Francia, Italia a modo suo. Rigettato da Cobentzel il suo ultimatum, ruppe addí 16 ottobre; e addí 17 fu accettato quello, e fattane pace definitiva. Francia (giá accresciuta di Savoia, Nizza, Avignone) rimase accresciuta del Belgio e della riva sinistra del Reno; e questi e gli altri ordinamenti germanici rimandati legalizzare ed ultimare a un congresso futuro a Rastadt. Venezia e la efimera repubblica cispadana sagrificate del tutto; Austria compensata in Italia con Venezia e tutto suo Stato (salvo l’isole) fino all’Adige. Una repubblica cisalpina (brutto nome che sottintendeva «Francia») costituita a Milano, e formata di Lombardia, Modena e le Legazioni. — Napoleone fu incontrastabilmente il piú gran capitano di questo e molti, e forse tutti i secoli; e l’anno non corso intiero, dall’11 aprile 1796 al 7 aprile 1797, basterebbe a dargli tal vanto. Ma Napoleone fu, senza dubbio, mediocre politico ad ordinare Stati internamente, pessimo ad ordinarli insieme, a rifar quella carta d’Europa che egli tanto pur meditò e rimutò. Negli ordinamenti interni, non badava a libertá, negli esterni, non a nazionalitá; né in quelli né in questi, ai desidèri, ai voleri, al potere dell’opinione universale. Nei tanti riordinamenti che fece d’Europa, non badò mai a limiti, a schiatte, a lingue, a natura; non ebbe mai l’idea, sola effettuabile durevolmente, di costituir nazioni. Qui non pensò a costituir l’italiana che era pur sua, o del padre e della madre sua: egli non vi lasciò solamente, vi accrebbe fin d’allora la potenza austriaca; egli ve la stabilí in modo da far l’Italia settentrionale campo inevitabile di nuove lotte tra Francia ed Austria, campo di servitú alla prima di queste per pochi anni, alla seconda Dio sa per quanti; egli fu il primo inventore degli ordinamenti del 1814 e 1815. Vero è che vi fu aiutato dall’incredibile stoltezza di quasi tutta Italia, della rimbambita Venezia principalmente, e di quelle popolazioni sollevatesi appunto appunto per autorizzar chi le voleva sacrificare.