Pagina:Baldinucci - Notizie de' professori del disegno I.djvu/26

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22 decennale i del secolo i.


del vero. E certo non sarebbe il mondo ingombrato da sì folta caligine di pareri, nè con tanta nausea degl'ingegni beverebbesi 1'acqua delle scienze, per lo continuo inondamento di tante opinioni divenuta torbida e fangosa, se più di studio si ponesse dagli uomini in ricercar la verità; la quale ancora quanto più vien percossa e ripercossa dai colpi di gagliarda speculazione, tanto più spesso e in maggior copia fa volar fuori le sue celesti faville. Onde pare a me, che in questa quasi universaL battaglia degli intelletti, di poche cose s'abbia vera contezza: mentre intento ciascuno ad accreditare il proprio parere, prende molte volte l’armi contro del vero, armandosi eziandio contro la sua credenza medesima. Il qual reo costume, come che di mille intestine discordie abbia ripiena la repubblica delle scienze, in quale scompiglio e nemicizia non aveva posto quelle due bellissime arti, che Scultura e Pittura si appellano? Perocché queste appena nate, non altrimenti che i favolosi denti di Cadmo, a mortai guerra si disfidarono; e sono poi a tale venute per lo soverchio desio di sovrastare l’una all’altra, che scordatesi d’esser sorelle, sonosi in mille guise azzuffate insieme: e per eternare i loro sdegni, fatta lega con le penne degli scrittori più famosi, hanno riempiute le carte e i volumi, non meno di veleno che d’inchiostro. E pure se con purgato sguardo, all’una e l’altra si porrà mente, chi potrà a buona equità negare, che ambedue non sieno una cosa stessa, e che la lor divisione da altro non proceda, che dal capriccio di chi ne ha scritto, o dall’affetto di chi le ha con troppa parzialità professate? E di vero non ardirei io, che di quest’arti così poco intendo, entrar per niuna condizione in sì fatto campo, e farmi giudice di sì gran lite; nè pur presumerei di poter liberamente affermare quel ch’io ne senta, se non mi affidasse l’autorità di tanti grand’uomini, e del divin Michelagnolo Buonarroti, il quale, e l’una e l’altra in eminente grado professò, e si sottoscrisse al parer di