Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, I.djvu/101

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98 parte prima

la fragilitá umana comporta bisogna preparare la mente nostra, che sia degno albergo di tanto oste. Perciò conviene essersi intieramente di tutti i peccati confessato e non celar cosa nessuna al sacerdote. Ieri tu mi dicesti che niente altro avevi a dirmi, ed io son avvertito da buona via che tu per vergogna hai tacciuto un peccato che è in te. Ma egli non si vuole far cosí. Ché se tu avessi messo Cristo in croce e che tu ne sia mal contento di core e te ne confessi, egli sta confitto lá su la croce con le braccia aperte, e sempre è presto, pur che tu voglia, a perdonarti. Sí che, figliuol mio, dimmi liberamente ogni tuo peccato, e secondo che non hai avuto vergogna a commetterlo non ti vergognar a dirlo. E forse che sei dinanzi al giudice del maleficio, che tu debbia dubitar de la vita? Non temere, e di’ il tutto come sta. — Padre, — rispose il Porcellio — io ieri intieramente mi confessai e a tutte le interrogazioni che mi faceste risposi la pura veritá. Tuttavia, se avete dubio alcuno, dite ed io tosto ve ne chiarirò. — Alora il frate pieno di zelo de la salute del peccatore gli disse : — Figliuolo, a me è stato affermato che tu sei molto colpevole, e dico pur assai, del peccato contra natura. Il perché, se cosí è, tu me lo devi dire ed aver dolore di cosí enorme vizio e fermamente deliberarti mai piú di non commetterlo. Se tu te ne confessi, io te ne assolverò; altrimenti tu ne anderai in bocca di Lucifero tra quelle insopportabili pene d’inferno. — Il Porcellio, a queste parole mezzo corrucciato, quasi in còlera rispose: — Messere, voi mi parete un altro, perciò che cotesto che mi dite non è vero. E chi mi fa di peccato contra natura colpevole non sa ciò che si dica e mente. Voi devete creder a me in questo caso e non ad altri. Nessuno sa meglio i casi miei di me. — Il santo padre sentendo questo e sapendo che al confitente bisogna credere cosí quello che dice contra se stesso come in favore, in questo modo gli rispose: — Figliuolo, ho fatto il debito mio, secondo che la bontá divina m’ha spirato. Egli sará ben fatto che si mandi al parrocchiano che porti il sacramento de l’altare, al quale io venendo in qua ho parlato, ed egli aspetta. — Si mandò al parrocchiano, e la moglie, veggendo che il frate era dimorato buona