Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, I.djvu/103

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100 parte prima

cento volte romor grandissimo, assicurandovi che egli a la presenza mia non l’averia saputo negare. Il perché, padre mio, non guardate al negare ch’egli faccia, ma per Dio ritornate in camera e vedete cavarlo di mano del diavolo. — Restò a questo il santo uomo smarrito e ritornò al Porcellio e gli disse: — Oimè, figliuolo, io non so quello che di te mi dica. Tu mi neghi d’aver peccato contra natura, del quale sei piú carico che se tu avessi a dosso la fabrica del maggior tempio di Milano, e nondimeno sono io assicurato che tu sei piú vago mille volte dei fanciulli che non è la capra del sale. — Alora il Porcellio con alta voce piú che puoté e crollando il capo disse: — Oh, oh, padre reverendo, voi non mi sapeste interrogare. Il trastullarmi con i fanciulli a me è piú naturale che non è il mangiar e il ber a l’uomo, e voi mi domandavate se io peccava contra natura. Andate, andate, messere, ché voi non sapete che cosa sia un buon boccone. — Il santo frate, tutto a questa diabolica voce stordito, si strinse ne le spalle, e rimiralo alquanto il Porcellio per miracolo, come averebbe fatto mirando un spaventoso mostro, sospirando disse: — Oimè, signor Iddio, io ho fatto porre Cristo in una ardente fornace; — e partissi, ed incontrando la donna disse: — Madonna, io ho fatto quanto ho potuto. — In questo il Porcellio chiamò ad alta voce la moglie; ella subito corse in camera del marito. Il ribaldone e scelerato uomo le disse : — Moglie, fammi recare una secchia d’acqua e non tardare. — Dimandato ciò che ne volesse fare: — Io vo’ — disse egli — ammorzare il fuoco intorno a Cristo, che quel bestione del frate mi dice che io ho posto in una fornace; — e narrò a la moglie il tutto, la quale ebbe di doglia a morire. Il Porcellio prese meglioramento e sanò del male, e la cosa si divolgò in corte e per Milano, di maniera che da tutti essendo mostrato a dito, fu astretto non uscir piú di casa, e creder si può che come era vivuto da bestia si morisse da bestione. E insomma si può dire che il lupo muta il pelo, ma non cangia vizio.