Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, I.djvu/137

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134 parte prima

emendarsi e lasciar l’altrui femine, ma la cosa va di mal in peggio. A me duole di far ciò ch’io faccio, e so che offendo nostro signore Iddio; ma altro far non ne posso. — Figliuola mia, — soggiunse il frate — egli non si vuol far cosí, perciò che queste scuse non vagliono. Tu non dei far male perch'altra il faccia, ma conviene che tu sopporti ogni cosa pazientemente e che aspetti che Dio tocchi il core a tuo marito. E forse anco tuo marito non fa tutto quello che dici. Ma chi è questo tuo innamorato? — Egli è, padre, — disse la donna — un giovine gentiluomo, che mi ama piú che la vita sua. — Io dico — rispose il frate — come egli si chiama. — La donna sentendo questo e avendo giá udito predicare che ne le confessioni non si deveno nomar quelli con cui si commette il peccato per non infammargli, disse alquanto ammirativa: — Oh, padre, che mi domandate voi? cotesto io non son per dirvi. Bastivi che io confessi i miei peccati e non quelli del compagno. — Ora vi furono assai parole; ma, non volendo la giovane prometter di lasciar l'amante, il frate non la volle assolvere. Onde ella si levò del camerino ed entrò in chiesa e disse sue orazioni, e poi se n’andò per montar in carretta. Il beccone del marito, con animo fellone e pieno di mal talento uscito del camerino e de la porta del convento, se ne venne diritto verso la carretta de la moglie, la quale veggendolo l’attese. Come egli le fu appresso, sfoderato un pugnale che a lato aveva, le disse: — Ahi puttana sfacciata! — e le diede del pugnale nel petto, e subito ella cadde in terra morta. Il romore si levò grande e gente assai quivi si raccolse. Egli se n’andò non so dove, e indi a pochi dì si salvò su quello de’ veneziani, ove cercando d’aver la pace dai cognati, fu da quelli fatto, non dopo molto, essendo ito a caccia, tagliar a pezzi. Eccovi adunque ciò che causò il mal regolato appetito d’un marito volendo saper per vie non convenienti ciò che non deveva sapere, e che fine ebbe la sceleratezza del malvagio frate, il quale, per quanto mi affermò uno che lo poteva sapere, fu mandato in pace, da la qual pace ci guardi tutti nostro signor Iddio.