Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, I.djvu/189

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186 parte prima

contento uomo del mondo, e fattenele render infinite grazie, le fece prometter che subito che fosse uscito di prigionia per leggitima sua consorte la sposarebbe. Del che la donna grandissima contentezza sentì, amando piú che l’anima sua il suo caro amante. Madonna Luzia e madonna Isotta, udita la voce sparsa del morir dei lor mariti ed inteso il caso di madonna Gismonda, del quale madonna Luzia sapeva non so che per certe parole d’una femina, pensarono a punto la cosa esser com’era. E tutte due insieme consigliatesi di ciò ch’a far vi fosse per salute dei mariti, montate in gondola, andarono a ritrovar essa madonna Gismonda, e tra lor tre tutti gli accidenti loro communicati, restarono insieme d’accordio di proveder a la vita degli uomini loro. Erano le due maritate dopo il caso occorso de la prigionia dei mariti cadute in odio agli amici e parenti de l’una e l’altra parte, credendosi da tutti che elle fossero due disonestissime femine. Il perché non era stato nessuno che mai l’avesse visitate né condolutosi seco de l’infortunio loro. Ora, essendosi divolgato che i prigioni devevano esser per mano de la giustizia ammazzati, elle fecero intender ai parenti che non si pigliassero fastidio né cura di cosa alcuna, né piú innanzi ricercassero, ma stessero di buon animo ch’elle erano onestissime e che i mariti loro non riceverebbero né danno né vergogna. Ben li pregarono che procurassero che uno dei signori avvocatori il caso intromettesse, e del rimanente lasciassero a loro il carico del tutto, ché elle di procuratori e d’avvocati non avevano bisogno. Pareva pur troppo strano questo ai parenti, né sapevano che imaginarsi, tenendo il caso troppo vituperoso e il scorno grande. Nondimeno fecero diligenza di quanto erano ricercati, ed intendendo che il conseglio dei Dieci aveva rimesso in petto al prencipe la cognizione di questi casi, diedero una supplicazione a esso prencipe in nome de le tre donne, che altro che udienza da quello non ricercavano. Il prencipe veggendo l’avviso suo succeder in bene, le assegnò un determinato giorno, nel quale innanzi a lui e ai signori del conseglio dei Dieci con quelli di collegio dovessero comparire. Venuto il giorno, tutti quei signori si ridussero insieme, bramosi di veder a qual fine il caso si riducesse. Onde quella matina le tre donne assai onestamente