Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, I.djvu/208

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novella xvi 205

giovine, che sempre la lagrimante e dolente donna tenuta aveva ne le braccia, né per sforzo e dimenare che si facesse mai l’aveva voluta lasciare in libertá, la confortava e lei renitente basciava e con mille vezzi accarezzava dicendole: — Anima mia dolce e cor del corpo mio, non vi turbate, e non prendete a sdegno che quello che io con la mia lunga e fedelissima servitú mai non ho potuto acquistare e da voi, vita mia, ottenere, mi sia ingegnato con astuzia e sollecitudine conseguire. Non dite, cara la mia padrona, che da me siate stata tradita, ma incolpate Amore, che di voi cosí fieramente m’ha acceso, che mai giorno e notte non mi ha lasciato riposare. Egli è stato quello che la strada di venir in questo luogo m’ha insegnato. Egli qui mi ha condotto, e solo esso m’è stato guida e duce. Sapete bene, che piú di cinque anni sono che io de le vostre rare bellezze e dei bei modi e de la vostra leggiadria m’innamorai, ed una gran parte de la mia giovanezza in seguitarvi giorno e notte spesi, senza mai pur avere meritato una buona vista da voi. E ben che io dura, crudele e ritrosa ai miei disiri sempre vi trovassi, per questo non mi smossi dal mio fermo proponimento giá mai, anzi pareva che sempre il mio amore fosse cresciuto e fatto assai maggiore. Il perché giorno e notte ad altro non attendeva, in altro mai non dispensava i miei pensieri, che in ricercar il mezzo e ’l modo che io potessi la grazia vostra acquistare, a ciò che le acerbissime mie pene, i gravi miei martiri e la penace doglia, che miseramente mi distruggeva, trovassero qualche conforto a così tribolata vita. E perché io non sapeva né poteva tanto incendio, quanto questi vostri begli occhi — e questo dicendo le basciava gli occhi — questi occhi, dico, in me accesero, celare, le voraci fiamme in tal maniera si scopersero, che il marito vostro se n’avide e cominciò fieramente a prendermi in sospetto e meco piú non praticare, anzi come mi vedeva in altre bande si rivoltava. Onde io, che prima vorrei morire che esservi mai cagione di noia alcuna, cominciai a ritrar il piede di venir in queste vostre contrade, per non dar piú sospetto al consorte vostro di quello che si aveva preso. Medesimamente ne le chiese e ne le feste e balli mi bastava vedervi, e poi altrove me ne andava. Di che