Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, I.djvu/218

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novella xvii 215

— Non vi caglia di questo, — rispose la fante — ch’io vi dirò l’ora ed il modo del ragionare e di trovarvi seco. Voi sapete che l’orto nostro confina in quella viottola che gli è di dietro, la quale suol esser molto solitaria, perché non mai o di rado ci passa persona. Voi potete senza un pericolo al mondo, come sia notte di due o tre ore, lá condurvi con una scala per scalare il muro, ed entrar dentro l’orto e ridurvi sotto il pergolato, ed attendermi fin che io verrò a pigliarvi. Il messere è fuori, ed io, come quelli di casa siano iti a dormire, vi condurrò ne la camera de la madonna, ove ella con un suo picciolo fanciullo si dorme. Voi potrete tutta questa notte starvi seco senza sospetto veruno. Ben vi prega madonna ad aver il suo onore, che mette ne le vostre mani, per raccomandato, ed esser segreto. — Bernardino disse di fare quanto era richiesto, ma che per ogni accidente che occorrer potesse, voleva menar seco un suo fidatissimo servidore. La Pasqua, che anco ella si sentiva aver voglia di non so che, a ciò che quando madonna fosse in faccende ella non stesse oziosa, si contentò del voler del giovine, e di quanto aveva tramato fece la sua padrona consapevole, che piena d’una estrema allegrezza restò contenta del tutto. Bernardino da l’altra parte, molto lieto che da sí bella donna fosse amato, attendeva la notte, ed un’ora gli pareva un anno. Scielse poi dei servidori il piú accorto e piú fidato, che Ferrante si chiamava, e di quanto far intendeva lo informò. Ora, poscia che il novello amante sentí lá circa le due ore e mezzo il tutto per d’ognintorno col silenzio de la notte cheto, fatto pigliar in collo a Ferrante una scala, che giá preparata aveva, al luogo da la fante disegnato senza incontrar persona s’inviò. Quivi scalato il muro, tutti dui nel giardino scesero ed andarono sotto il pergolato. Né guari quivi stettero, che sovravenne la scaltrita fante, e preso per mano Bernardino, quello a la camera de la madonna condusse, avendo prima a Ferrante detto che un poco l’attendesse. Come madonna Lucrezia vide il giovinetto entrar in camera, subito se lo prese in braccio, ed avvinchiatogli al collo le braccia, mille volte amorosamente in bocca basciando, gli diceva: — Sei tu qui, anima mia e cor del