Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, I.djvu/373

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370 parte prima

Egli fa a l’amor con quante giovanette vede ed ora egli è ardentemente innamorato de la figliuola del signor Ferrando de la Serra, da la quale ha avuto uno sparviero che tien piú caro che la propria vita. — Non so se queste parole quel ser Bufalone dicesse da sé o che da altri fosse indutto a dirle. Ben so che furono cagione di grandissimo male, come intenderete, perciò che come Ginevra la bionda l’ebbe udite si parti dal luogo ov’era e se n’andò a la sua camera, ove entrò in tanta gelosia ed appresso in cosí fiera còlerá che fu piú volte per disperarsi, e tanto prese questa cosa a sdegno che l’amore che a don Diego portava converti in crudelissimo odio, non pensando che colui che la cosa aveva detta poteva esser mosso da altrui, o dettola per invidia e malignitá. Da indi a poco tempo il cavaliero, com’era usato, venne a veder la non piú sua Ginevra la bionda, la quale come udí ch’egli era smontato in castello, di fatto se n’andò a la sua camera e dentro si serrò. Il cavaliero venuto in sala si mise a ragionar con la madre de la irata giovane e buona pezza vi s’intertenne, ed aveva in pugno quello sparviero del quale contava i miracoli che faceva. Ora, veggendo che Ginevra la bionda non compariva come era solita, domandò ciò ch’era di lei e gli fu risposto che quando egli venne, che ella se n’cra andata in camera. Di che egli non fece altro motto. Quando poi gli parve tempo, tolta licenza da la signora vedova si parti, e discendendo le scale riscontrò una donzella de la giovane, a la quale disse che in nome di lui basciasse le mani a la sua padrona. Questa cameriera era consapevole de l’amor di tutti dui, e de lo sdegno de lo sparviero nulla ancora sapendo, fece l’ambasciata a la sua signora. Aveva giá Ginevra la bionda saputo che don Diego era con lo sparviero in pugno venuto e quello mirabilmente commendato. Onde ella teneva per fermo che in dispregio di lei recato l’avesse. Il perché, oltra che credeva fermamente che egli con quell’altra giovane facesse a l’amore, si teneva anco da lui beffata e schernita, onde di maggior sdegno s’accendeva, e cosí l’era entrata questa fantasia nel capo che non era bastante cosa del mondo a levarle questo farnetico di mente. Ora la cameriera venne in camera e le fece l’amba-