Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, I.djvu/387

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384 parte prima

signor Roderico a la caverna, s’accostò a Ginevra la bionda, a cui sempre celato s’era, e a quella, di continovo per la morte del suo innamorato e disgrazia ove si trovava lagrimante, disse: — Io so che forte vi meravigliarete, signora mia, di vedermi qui come mi vedete, e parrávi gravissimo che essendo io sempre stato di casa vostra amico né da voi avendo ingiuria ricevuta giá mai, abbia voi ne la via publica presa ed in luoghi solitari e selvaggi ridotta. Ma quando di ciò vi fia la cagione aperta, io non dubito punto che dando voi luogo a la ragione io non sia da voi lodato. E perché siamo presso al luogo ov’io ho a condurvi, vi dico che non per rapirvi la vostra verginitá hovvi qui menata, ché sapete che per altra io ardo, ma per rendervi il vostro onore e la fama, che voi trascuratamente in tutto cercavate macchiare; per altri ho fatto quello che per me vorrei che in siimi accidente si facesse. Il signor don Diego, per non tenervi piú a bada, il quale giá tanto amaste e che si fedelmente v’ha sempre amato ed ama, anzi che v’adora, e che per non soffrir l’ira dei vostri sdegni si era come disperato chiuso in una spelonca a vivere come selvaggio e fuor di speme d’esser mai piú al mondo, è colui al quale io v’accompagno e conduco. — E narratole come di Guascogna tornando l’aveva ne la deserta grotta trovato e tutto quello che seco tramato aveva, la pregò a rasciugar le lagrime, deporre gli sdegni dei quali ragion alcuna non ci era e ricever esso don Diego ne la sua solita grazia. Era stata la disperata giovane a questi parlari si stordita e fuor di sé che quasi non poteva formar parola, e de la morte del suo nuovo amante si era in còlera e doglia, che se avesse potuto con le mani cavar gli occhi al signor Roderico l’averebbe ella fatto piú che volentieri, e tanto a sentir nomare colui che acerbamente odiava se le radoppiò il dolore, che ella ne scoppiava di rabbia. Onde al cavaliero rivolta iratamente disse: — Io non so mai come possa esser possibile che tanta ingiuria quanta voi fatta slealmente mi avete vi sia da me perdonata. E non crediate che io come vil femina voglia di parole bravare, ché il luogo non me lo dá; ma ben mi chiuderò il tutto in core, e se mai occasione mi verrá di potermene in qual si