Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, I.djvu/398

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novella xxviii 395

pigliamo del bene quando ne possiamo avere, perciò che tutte le lasciate son perdute. Questa gentildonna qui v’ama e vi ricerca, ove voi devereste ricercar lei e pregarla. E che diavol volete voi più? Ricordatevi che la fortuna porta i capelli in fronte e di dietro è calva. Se ella vede che voi disprezzate l’occasioni sue e s’adiri vosco, voi potrete dire come dicevano i fiorentini quando Giovanni Galeazzo primo duca di Milano dei Vesconti aveva il campo intorno a le mura di Firenze ed il giorno di san Giovanni Battista fece correr il palio su le porte d’essa Firenze; dico che i fiorentini dicevano: — Cacata l'abbiamo, se la morte non ci aiuta. — Si che per non venire a simil passi, datevi buon tempo quando potete, e fin che staremo qui accomodatevi con questa gentildonna, e poi quando saremo a Milano vi trastullarete con quell'altra. — Mill’altre ragioni gli dissi, ma io cantava a' sordi. Egli era pur deliberato non romper la fede a quella sua donna e mi pregò che in questo più non gli ragionassi. La buona gentildonna mantovana, avuta la risposta di Cornelio, restò molto confusa, smarrita e di mala voglia. Tuttavia, facendo di necessità vertù, s’acquetò ed il suo ferventissimo amore cangiò in una fratellevol amicizia e domestichezza, ed ancora oggidì ama Cornelio come fratello. E la prima volta che seco parlò dopo la risposta avuta lodogli assai il suo fedel proposito, né cessa ogni di a la presenza di chiunque parla d'amore dire che Cornelio è il più leale e fedel amante che si truovi. Cornelio adunque ogn'altro amore messo da banda solamente a la sua donna che in Milano era pensava, né altro conforto aveva che ricever talora lettere da lei e riscriverle, ché gli pareva pur esser un refrigerio a le sue amorose passioni. Con questa debole aita e lieve conforto egli a la meglio che poteva il tempo trapassava. Avvenne che in quei di gli fu recata una lettera che la sua donna gli scriveva, per la quale entrò in diversi pensieri e non sapeva ciò che far si devesse. Occorse al marito de la Camilla dever andar fuor di Milano a certi suoi luoghi ed ivi dimorar qualche poco di tempo. Il che ella sapendo a Cornelio, come era suo costume, un’amorosa lettera scrisse, e tra l’altre cose ci erano queste