Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, I.djvu/50

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

novella iii 47

era sola e ciascuno di casa dormiva. Onde, prima che egli parlasse, gli disse: — Oimè, Pompeio, chi v’ha ora qui così solo condotto? — Egli, fattole debita riverenza, le rispose che, avendo inteso che il marito suo era ito in villa, aveva voluto venir a visitarla e a starsi un pezzo a ragionar seco, e che senza esser visto, avendo prima mandato i suoi a casa de la sorella, era entrato dentro. Voleva egli entrar su l’istoria del suo amore, quando ella interrompendolo gli disse: — Oimè, a che pericolo voi mettete la vita vostra e la mia? e in qual bilancia ponete voi a questo punto l’onor mio? Perciò che il mio marito non è ito fuori de la cittá, e non può molto tardar che a casa non ritorni, ché essendo dopo il desinare andato per un certo servigio, deve esser in via di ritorno. Deh, Pompeio, se di me vi cale, se punto amate l’onor mio, partitevi. Che altrimenti il cor nel petto mi trema e parmi di veder a mano mano il mio marito. — Né aveva a pena queste parole dette, che il marito ne la strada parlava tanto alto, che ella a la voce lo conobbe, ed altresi riconobbelo Pompeio. Tremava di paura la donna, e Pompeio tutto tremante non sapeva che farsi. Stette 11 consorte de la donna alquanto dinanzi a la porta a ragionar con uno, prima che smontasse da cavallo. In questo ella da subito conseglio aiutata, in quella medesima camera ove Pompeio trovata l’aveva, il fece suso una gran cassa corcare, e con alcune vestimenta che quivi erano lo ricoprì sì bene, che nessuno di lui accorger si poteva, e comandògli che in modo alcuno punto non si scotesse. Svegliò poi una de le sue donne che in un camerino dormiva. Smontato, il marito entrò in sala. Eleonora fatto buon viso, con una ferma voce disse: — Chi è lá? chi viene? — Il marito le rispose, e rispondendo entrò dentro in camera e sovra il letto si messe a sedere. Indi disse a la moglie: — Consorte mia, io ho comperata una spada di lama vecchia da un pover compagno, la megliore e la più fina che sia in questa cittá, e forse che un’altra simile non se ne trovarebbe di qui a molte miglia. Io ho pensato di farla un poco meglio imbrunire e di farle un bel fodro di velluto e poi donarla al nostro amico il capitan Brusco, ché certamente a cosí fatto