Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, I.djvu/66

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novella iv 63

più libera col signor Ardizzino che sommamente l’amava, tornò a cangiar l’odio in amore, o forse, per dir meglio, a cambiar appetito. E tra sé deliberata di ritornar al primo gioco amoroso con il detto signor Ardizzino, ebbe modo di fargli parlare e di scusarsi seco, con fargli intendere che ella era tutta sua e che perpetuamente intendeva d’essere, se da lui non mancava, pregandolo che egli volesse far il medesimo e disporsi a voler in tutto e per tutto esser di lei, sí come già ella era determinata esser eternamente di lui. Le cose si praticarono di tal maniera, che il signor Ardizzino ritornò di nuovo al ballo e riprese un’altra volta il possesso dei beni amorosi de la signora Bianca Maria, e di continovo giorno e notte era con lei. Stettero insieme piú e piú giorni, quando cadde ne l’animo a la donna di far ammazzare il conte di Gaiazzo. E chi le avesse chiesto la cagione, dubito io assai forte che non averebbe saputo trovarne alcuna, se non che, come donna di poco cervello e a cui ogni gran sceleratezza pareva nulla, averebbe addutti i suoi disordinati e disonestissimi appetiti, dai quali senza ombra alcuna di ragione, non dico governata, ma furiosamente spinta, a l’ultimo e sé ed altri a miserando fine condusse, si come ascoltandomi intenderete. Entrata adunque in questo umore e non le parendo di poter allegramente vivere se il conte di Gaiazzo restava in vita, e non sapendo che altra via trovare, se non indurre il signor Ardizzino a servirle di manigoldo, essendo seco una notte nel letto e scherzando amorosamente insième, gli disse: — Sono piú di, signor mio, che io aveva animo di chiedervi un piacere, e vorrei che voi non me lo negassi. — Io sono — rispose l’amante — per far tutto quel che mi comandarete, quantunque la cosa che vorrete sia difficile, pur che sia in mio poter di poterla menar a fine. — Ditemi, — soggiunse ella, — il conte di Gaiazzo come è vostro amico? — Certamente, — disse alora egli, — io credo che mi sia amico e buono, perciò che io l’amo da fratello, e so ch’egli ama me, e che ove potesse mi farebbe ogni piacere, sí come io farei a lui. Ma perché mi chiedete voi questo? — Io vel dirò, — rispose la donna, — ed amorosamente baciandolo piú di sei volte, soggiunse: — Voi séte,