Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, II.djvu/65

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62 parte prima

il cibo ed il sonno non ritrovava in modo alcuno requie. Pareva pur a Faustina, ancor che impudicissima fosse, che questo suo amore meritasse grandissima riprensione, e che troppo di vituperio seco recasse che una figliuola d’Antonino Pio e moglie di Marco il filosofo imperadore devesse con sí basso uomo meschiarsi, ancor che a Gaieta a molti de la ciurma navale, con quelli che piú membruti erano molte fiate giaciuta si fosse. Il marito che ardentissimamente l’amava, le era da ogni ora a torno al letto confortandola e facendo venir a curarla tutti i piú eccellenti medici che ci erano, ma indarno si affaticava. A la fine ella conoscendo giá per lunga esperienza quanto del marito poteva disponere, gli manifestò tutta la pena sua esser per amor d’un gladiatore il quale miseramente amava, e che si vedeva manifestamente morire se con lui non si congiungeva. Il misero marito che fuor di misura come amante la moglie amava, a la meglio che puoté la confortò e le fece buon animo. Poi consegliata la cosa con un mago caldeo, il pregò che a questo male alcun rimedio trovasse. Il caldeo gli disse che altro rimedio non ci era se non questo solo, che si facesse morire il povero gladiatore e del sangue di lui s’ungesse il corpo de l’imperadrice senza che ella sapesse che cosa fosse, e poi che l’imperadore seco giacesse. Sono alcuni istorici che scrivono che il caldeo consegliò che del sangue del gladiatore Faustina bevesse, ma i piú scrivono del bagnare. Fu svenato il gladiatore e fatta la medicina, e l’imperadore con l’imperadrice si giacque e quella ingravidò. Ella in tutto il gladiatore pose in oblio né mai piú se ne ricordò, che certamente fu cosa meravigliosa. Ma di questo concubito nacque Comodo imperadore, il quale assai piú rassembrò al gladiatore che al padre, perché suo padre Marco fu santissimo uomo e di costumi cosí castigati che, se avesse creduto in Cristo e fosse stato battezzato, si sarebbe potuto canonizzare. Ma il figliuolo Comodo fu arca d’ogni sceleratezza e piú vizioso imperadore che imaginar si possa, come tutti gli scrittori greci e latini ne le loro istorie apertamente mostrano. Di Faustina altro non si può dire se non che fu bella, e nessuno uomo da bene di lei altro non può lodare che la caduca bellezza.