Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, III.djvu/101

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98 PARTE SECONDA E fattoselo chiamare, a lui narrò tutto ciò che col marchese l’era occorso, pregandolo molto caldamente che egli l’andasse a trovare e da parte sua lo pregasse tanto affettuosamente quanto poteva, che non volesse esser cosi duro che volesse consentire che ella per sua cagione morisse. Ed avendolo ben instrutto di tutto quello che voleva che egli a bocca gli dicesse, stava aspettando la risposta. Il messo, ben informato di quanto aveva a dire e carco di promesse se buone novelle a la donna recava, andò a ritrovar il marchese, e trovatolo che con alcuni gen¬ tiluomini nel seggio di Capoana passeggiava, poi che vide che cose di credenza non ragionavano, se gli accostò e fatta la de¬ bita riverenza gli disse: — Signor mio, quando non vi sia grave, 10 vi direi volentieri in segreto venticinque parole. — Il marchese con licenza de la compagnia si ritirò in un canto del seggio, ed affacciatosi al parapetto del muro che su la strada risponde, attese ciò che il messo voleva dire. Il messo alora con molte parole manifestò lo stato al marchese in cui la signora Lionora Macedonia si trovava, pregandolo affettuosamente che di lei de¬ gnasse aver pietà e non permetter che si bella donna sul fiorir degli anni suoi morisse. E qui disse di molte cose per moverlo a compassione. 11 marchese, udita questa nuova ambasciata, rispose al messo che certo molto gli dispiaceva del mal de la donna, che tutto quello che egli poteva con onor suo fare, che sempre era prontissimo a farlo. Ma che egli confortava la donna in questo caso a moderar il suo appetito e che non pensasse più in questa cosa, perciò che egli era deliberato non voler il suo amore in questa maniera, e che più non gli venisse a parlar di questo. 11 messo molto di mala voglia si parti, e ritornato a la donna le disse l’ultima resoluzione del signor marchese. A questo annonzio rimase la donna più morta che viva, e non sapendo distorsi dal desiderio che aveva d'amare ed esser amata dal marchese, e di giorno e di notte ad altro non possendo rivolger l’animo, de¬ liberò di non restar più in vita, parendole assai più leggero passar il terribil passo de la morte che sopportar la pena che l’aflliggeva. Onde perdutone il sonno e il cibo, andava d’ora in ora mancando. Era tornato il marito, il quale non sapendo