Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, III.djvu/72

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NOYEI.LA XXI 69 Quale è proporzione tra le tenebre e la luce che a modo nes¬ suno ponno in un medesimo luogo essere, tal ora sarebbe dal candido animo mio a questo vituperato corpo. Il perché vuol la ragione che l’uno da l’altro sia separato. Ma per dir il vero, credete voi che ancora che l'animo mio fosse stimato ai pia¬ ceri de l’adultero ritroso e che la ragione non volesse a l’adul¬ terio consentire, che il senso e l’appetito concupiscibile non si sia in qualche particella dilettato ed abbia tanto o quanto al piacer consentito? 11 mio peccato non deve in modo alcuno restar senza punizione. Perdonami, padre mio, e tu, carissimo marito, non ti turbare; perdonatemi voi, dèi e dèe, a cui la santa pudicizia è sacrata: poi che la cosa a questo è ridotta e niente deve esser celato e conviene innanzi a voi il vero mani¬ festare, io il pur dirò. Era ben io ritrosa, era io ostinata contra l’adultero e disposta a non gli consentire, ma non potei già tanto attristarmi e tanto dai disonesti abbracciamenti rivocar l'animo, che il fragile e mobil senso alquanto non si dilettasse e i mal ubidienti membri qualche poco di piacere non sentis¬ sero, ché io non sono di legno né generata fui di pietra, ma sono donna di carne come I’altre. Quella trista ed ingrata dilet¬ tazione, quello qual che si fosse piacere, merita esser con la mia morte castigato. E certo troppo più potenti si sentono le forze de la libidine col diletto dei carnali congiungimenti che altri non pensa. Tolgano i dèi che io con questa macchia viva e soffra che mai sia mostrata a dito e si dica un adultero esser meco giaciuto. Sapete non esser cosa al mondo che sia più mutabile de la femina. Io non vorrei che differendo di darmi il convenevol castigo, le cose disoneste incominciassero a dilet¬ tarmi e a poco a poco mi cangiassi l’animo che ora aver mi sento. Pertanto lasciate pur che io col ferro passi questo mio petto, il quale quello scelerato primieramente occupò e dove de la sua sfrenata lussuria gli incitamenti lascivamente ricercava. Non vogliate persuadermi d'aver di me misericordia, poi che degna sono d’essere punita. Se io a la vita mia perdono, non cono¬ scete voi chiaramente che ad una adultera già perdono? E se a l'adulterio perdono, come posso fuggire di non perdonare a