Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/143

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


140 PARTE TERZA ella fu, tutta di mala voglia, altro non faceva che piangere e ram¬ maricarsi. Vennero alcune sue parenti e vicine che invitate erano al desinare; e trovatala cosi lagrimosa e malinconica, le domanda¬ rono la cagione di tante sue lagrime e rammarichi che faceva. Ella alora più dirottamente piangendo, cessate alquanto le lagrime e raffrenati i singhiozzi che il parlare le impedivano, rispose che non senza cagione si ritrovava disperata, perché le avevano dato in vece di marito un carnefice che l’aveva voluta svenare e ucci¬ dere. Rimasero quelle donne quasi stordite, e consolandola la ri¬ cercavano che narrasse loro il modo col quale il marito svenar la voleva. Alora ella disse che il marito aveva un « cotale » lungo, grosso e duro, e che non tentava altro se non di cacciargliene nel ventre, ma che ella s’era gagliardamente diffesa, e che erano stati a le mani più di due ore grosse, e che l'aveva date punture molto terribili, e che in effetto, se non fosse stata la gran resistenza che fatta aveva, ella senza dubio ne rimaneva morta. Risero tra sé pur assai le donne de la sciocchezza de la sposa, e ci furono di quelle a cui le veniva la saliva in bocca e averebbero voluto esser state in quella scaramuccia, stimando una eccellente e gran vittoria Tesser state vinte e soggiogate. Ora veggendo Isabetta le donne ridere di quello che ella stimava un’estrema sciagura, ed imaginando che quelle credessero che ella la verità non narrasse, con giuramento affermava la cosa esser precisamente passata come loro narrata aveva. Cominciarono le donne a consolarla e con amorevoli parole ad essortarla che non si sgomentasse di cosa che il marito le facesse, assicurandola che egli non le farebbe veruno male e che a la fine se ne troveria assai più che contenta. Ma elle cantavano a’ sordi. Ella non la voleva a patto nessuno intendere. Il che veggendo una baldanzosa più de l’altre, e bur¬ landosi de la sciocchezza de la sempliciotta giovane, le disse bef¬ fandosi: — Se io fossi ne la tua pelle, come egli assalisse con quel suo spuntone io subito glielo tagliarei via. — La donna disse le parole di gabbo e mezza in còlerà, veggendo tanta melensag¬ gine in una giovane; ma la sposa le prese dal meglior senno che avesse e parve che si rappacificasse alquanto. Venne l'ora del desinare, e si desinò assai allegramente e vi furono di quelle