Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/156

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


NOVELLA IV 153 sentenza, andarono a la prigione il padre, la madre, la moglie e il fratello del misero Pietro a vederlo e confortarlo, e buona pezza stettero con lui. 11 fratello di Pietro, che seco il di innanzi aveva parlato, era da lui stato richiesto che gli desse qualche veleno che subito l'ancidesse, a ciò non si vedesse negli occhi del popolo cosi vituperosamente morire. Onde aveva preparato un terribile e presentaneo tossico e messolo in una picciola am¬ polletta e quella chiusa in una pianella; e lo disse a Pietro e seco mutò pianelle, che nessuno se n’accorse. Ora non si volendo Pietro confessare e dicendo che ingiustamente era condannato, si mandò per frate Bernardino Occhino da Siena, che alora in Vinegia con mirabilissimo concorso santamente predicava, che poi ha apostatato e fattosi luteranissimo. Andò fra Bernardino il giorno innanzi che la giustizia si deveva essequire, e cominciò ad essortar Pietro a la confessione e pazienza, il quale poco avanti aveva mangiato il mortifero veleno. Non aveva ancora il frate detto cinquanta parole a Pietro, che il tossico, per la sua fiera qualità molto pestifero, cominciò a far l’operazione sua, di modo che Pietro, stralunando gli occhi e gonfiando il volto meravigliosamente, divenne tanto orribile in viso che a ogni cosa rassembrava più tosto che ad uomo. Gli colavano gli occhi e il naso e fuor di bocca gli usciva la bava di vari colori, fetida sovra modo. Del che fra Bernardino fieramente spaven¬ tato si levò, temendo che il misero cosi contrafatto non gli stracciasse il capuccino in capo. Di questo avvedutisi i guardiani de la prigione ed avvisati i Signori, si mandò in fretta per me¬ dici ; ma ogni soccorso fu in tutto vano, perché avendo il veleno già occupato il core e tutti i precordi, non se gli trovò rimedio valevole. Ma vedete se Pietro s’era in tutto dato in preda al gran diavolo! Egli, avendo commesso tanta sceleraggine e tro¬ vatosi senza speme di poter schivare la morte, poteva almeno e deveva salvar l’anima sua e non perderla insieme col corpo. Deveva confessarsi e chiamarsi in colpa di core dei suoi peccati, non si potendo trovar si gran peccato che nostro signor Iddio, a chi si convertisce a lui confessandosi al sacerdote, non per¬ doni. Ma il misero volle pur morir più tosto eccellente ribald