Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/168

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NOVELLA V facesse anco ella, e guardasse non commetter cosa vile né indegna del grado loro. La minore a cotai parole prese la cin¬ tura con le mani, che la sorella annodava, quella caldamente pregando che prima di lei la lasciasse morire. Alora la mag¬ giore soggiunse, dicendo: — Io, mentre ci fu lecito di vivere, non fui per negarti, sorella mia, cosa alcuna già mai, e quando ora ti piace che io resti alquanto dopo te viva, cosi sia. Ma bene t’assicuro, sorella mia carissima, che a me vie più de la morte stessa sento esser grave che io prima di me debbia vederti morta. — Questo dicendo, la correggia a la sorella diede, avvisandola che avvertisse a metter il nodo vicino a l’osso del collo, a ciò che più tosto ed assai più facilmente rimanesse suffocata. E poi che vide quella esser già morta, disciolta che dal collo di quella ebbe la mortale cintura, onestamente il corpo di quella con le vestimenta tutto ricoperse. Voltatasi poi a Me- gistona, caldamente la pregò che fosse contenta d’ordinare che il corpo de la sorella e il suo non fossero da nessuno ignudi veduti. E cosi detto, intrepidamente col medesimo laccio si strangolò e fini la sua vita. Onde veramente giovami di credere che nessuno degli eliensi fosse tanto inumano e tanto infesto al crudel tiranno, che di cosi bell’ingegno di queste due ver¬ ginelle e de la grandezza de l’animo loro non si movesse alquanto ad avergli compassione. Megistona dopoi tutte due insieme fece seppellire. Oh quanto sarebbero state queste due sirocchie di vie più gran lode celebrate, se di cosi scelerato padre non fossero state figliuole! Ma non deverebbero le macchie paterne in cosa che si sia denigrare le vertuose e buone opere dei loro discendenti. IL BANDELLO al magnifico dottor di leggi messer FRANCESCO TAVERNA Si suole proverbialmente dire che il conseglio de le donne preso a l’improviso è salubre e buono, e che ciò che fanno senza pen¬ sarvi su si ritruova per l'ordinario ottimamente fatto. E di cotali azioni se ne danno infiniti essempi. Ma degli uomini dicono avve¬ nire il contrario, con ciò sia che se l’uomo è per negoziare una cosa, che quella negoziazione tanto più sempre riuscirà meglio a debito fine condotta, quanto che più lungamente sarà pensata e sovra quella discorso tutto quello che indi ne può nascere. Ed io certamente porto ferma openione che tutte l’opere cosi speculative come pratiche tanto sortiranno più nobile e lodevole effetto, o siano discorse e messe in opera da le donne o dagli uomini, quanto che più volte, prima che si facciano, saranno maturamente criv