Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/185

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PARTE TERZA donai- la devessi e subito voi m’occorreste. E cosi ve la mando e al nobilissimo nome vostro dedico, si perché quel giorno che fu narrata voi non ci eravate, come che vostra consuetudine fosse quasi sempre d’esserci, ed altresi perché voi la vostra mercé volentieri le cose mie cosi in rima come in prosa leggete e lodate. Gli altri poi ragionamenti che de le cose mirabili e a pena credibili furono fatti in alquanti giorni, ove interveniste voi più volte ascoltatore e narratore, sono in uno speciale libro da me messi insieme, ma non ancora con l’estrema mano ri¬ visti. Degnerete adunque questo picciolo dono con la solita vostra gentilezza e cortesia accettare e farne anco partecipe il vostro onorato parente messer Bartolomeo Simoneta, uomo ne le greche e latine lettere tra i nobilissimi dottissimo e tra i dottissimi nobilissimo. Ed a l’uno e a l’altro di core mi racco¬ mando. State sano. NOVELLA IX Istoria «le la continenza del re Ciro ed amore coniugale di Pantea. S’è entrato in un ampio e bellissimo campo, ragionandosi in questa si onorata compagnia, e specialmente dinanzi a la non mai a pieno lodata signora Ippolita e a quest’altre signore, de le lodi del sesso loro; e molte de le antiche e de le moderne si sono dette, veramente degne che se ne faccia istoria. Ed ancor che per rumane e divine leggi l’uomo sia capo de la donna, non segue perciò che le donne debbiano essere sprezzate o te¬ nute come serve, essendo il sesso loro atto ad ogni vertuoso ed eccellente ufficio che a l’umana vita si convenga. Il che d’altra prova non ha bisogno, essendosi già da noi raccontate molte chiare donne, de le quali alcune, come furono le amaz¬ zoni e altre, sono state ne l’arme miracolose; altre hanno fatto tremar l'imperio romano, come fece la valorosa Zenobia; altre in governare e amministrare regni e stati, molto rare e pru¬ denti; altre in comporre poemi, di elevatissimo ingegno; altre