Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/266

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NOVELLA XX essendo molti signori e gentiluomini in casa di Ferrando, e Vit¬ tore essendovi di compagnia, variamente di questo fatto si ragio¬ nava, parendo a tutti gran miracolo che ciascuno avesse sentiti quegli spiriti, eccetto la donna e le.sue damigelle. E chi diceva una cosa e chi un’altra. Erano alcuni che affermavano questo poter avvenire perciò che quelli che avevano veduto e sentito le meraviglie non devevano esser cresimati. La donna se ne rideva, dicendo che tutti quelli, che si pensavano aver veduto e sentito questi miracoli, avevano la sera innanzi preso carta sovra tren¬ tuno e fatto sdraizza assai più del devere. Vittore affermava sé non credere queste visioni e che in vita sua mai non aveva veduto né sentito cosa alcuna. Alcuni altri dicevano che non deveva esser meraviglia se in quel palazzo si sentiva cosa alcuna, perché infiniti uomini colà dentro, nel tempo del signor Barnabò Vesconte, che fu crudelissimo signore, furono strangolati e con fierissimi tormenti fatti morire. Cosi ciascuno ne diceva il suo parere. Insomma tutt’era niente a par del timore che Ferrando aveva, il quale disse a la donna: — Moglie mia, egli sarà ben fatto che facciamo porre dentro la nostra camera quattro o cinque letti, e che vi dormano tutte le tue donne e in due degli altri letti il maestro di casa con tre dei miei uomini per sicurezza mia. — Cotesto non voglio io — disse la donna, — che altri uomini che tu dannino ove io ho il mio letto, perciò che prima non mi piace questo mescuglio d’uomini e donne; dapoi, avvenendo che voi altri sentiate romore alcuno che io non intendo come si sia, voi non mi lasciarete dormire. Ed anco, marito mio, io ti dico che se queste baie durassero, io vorrei che tu facessi una de le due: o che non ti movessi fuor del tuo letto per venirmi a destare, o vero che tu metta il tuo letto in un'altra camera. — Ora su queste tenzioni s’accordorono che per la se¬ guente notte attenderebbero per vedere ciò che seguisse, non facendo altra mutazione di Ietti. Nonostante questo, manda¬ rono a pigliare il padre frate Vincenzo Spanzotto al convento de le Grazie, degli osservanti di san Domenico; e fecero che egli con l’acqua santa visitò tutta la casa e la benedi con salmi e altre orazioni, spruzzando il tutto con l'acqua benedetta. Era