Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/300

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IL BANDELLO

a l’eccellente filosofo

messer

gian cristoforo confalonero


Ancor che tutto ’l di si ragionasse degli effetti de l’amore e che tutti gli scrittori d’ogni lingua ne scrivessero tutto ciò che mai avvenne, non è perciò che qualche nuovo accidente a la giornata non si veggia. E certamente, quantunque l’uomo o donna sia d’ingegno rintuzzato e piú scemonnito che non fu Domenico Lazarone, che comprò quante mascherpe erano in mercato per far bianca una sua colombara, come Amore vi mette dentro il suo caldo, lo riforma tutto di nuovo e fallo avveduto ed accorto. Pensate poi ciò che fa quando ad elevato ingegno s’appiglia. Ora essendo una brigata di gentiluomini in casa de la signora Leonora giá moglie del signor Scaramuccia Vesconte, in Pavia, messer Giacomo Filippo Grasso, giovine nobile e dotto e buon compagno, narrò una novelletta avvenuta a Castelnuovo, sua e mia patria, ove si vede di che maniera Amore aguzzasse l’intelletto ad una nostra giovane pervenire a l’intento suo. Ed ancor che non sia de le piú accorte cose del mondo, m’è paruto nondimeno di scriverla e a voi donarla, che la vostra mercé stimate le mie ciancie esser qualche cosa. E se tanti accidenti avvenuti altrove ho scritti, perché anco non iscriverò di quelli che ne la mia patria avvengono? State sano e nostro signor Iddio feliciti ogni vostro desiderio.