Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/312

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NOVELLA XXIX 309 non si attendeva a studiare, sempre v’erano scolari d'ogni sorte e anco altri uomini sollazzevoli, e quivi si ragionava di cose piacevoli, si facevano giuochi, si davano tutti il meglior tempo del mondo, avendo dji ogni parte bandita la malinconia, non permettendo che persona ragionasse di cose malinconose né di fastidio già mai, di modo che per tutta Bologna di cosi lieta brigata si ragionava. Ora avvenne che uno scolare, che talora praticava con questi, s'innamorò, come ai giovini avviene, in una assai bella donna bolognese e cominciò a seguitarla in ogni luogo ove ella andava e tenerla sollecitata di messi e amba¬ sciate. Ma la gentildonna, che che se ne fosse cagione, non pareva che in modo alcuno fosse disposta a volerlo per inna¬ morato. Di che il giovine si disperava, e quanto più ella si mostrava ritrosa, tanto più egli s’accendeva e tanto più la teneva sollecitata. La donna, o che conoscesse che questo scolare non era perciò il più accorto uomo del mondo, o che poco stimasse che egli le mandasse lettere e ambasciate ed altri le risapesse, accettava il tutto, ma risposta altra non dava se non che ella non voleva attendere a questi amori. Si dilettava alquanto lo scolare di comporre qualche cosetta in rima e faceva per questa sua donna di gran sonetti e capitoli, i quali, quando agio aveva, recitava in casa di quelli scolari di cui vi dissi nel principio che facevano cosi lieta vita. Era tra questi uno, il più brigante, faceto ed allegro del mondo, il quale, udendo le composizioni del giovine innamorato, s'accorse di leggiero che quello era un terreno dolce, senza sale e proprio da porvi la sua vanga e tener in festa tutta la brigata. Communicò questo suo pensiero agli altri suoi buon compagni ; e deliberato tra loro ciò che era da fare, diedero del rimanente il carico a costui, conoscendolo uomo che per cosa ridicola che sentisse, se non voleva, di viso non si cangiava già mai, ove per lo contrario, per dar pasto a qualcuno, smascellatamente rideva d'ogni picciola cosa e sa¬ peva troppo bene secondare il filone, come si dice, di chiunque voleva. Questo un di, essendo inesser Giovanni in casa loro — ché cosi si chiamava l’innamorato scolare — se gli accostò e gli disse : — Quanto è che voi non avete composto qualche