Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/315

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312 PARTE TERZA cose si prendono da un corpo d'un uomo morto. Tutto il di muore qualcuno in Bologna, che si seppellisce in qualche cimitero. Noi averemo il modo di disepellirlo e prender ciò che vorremo, perché io vi sarò in compagnia, e condurremo anco con noi dui o tre dei miei compagni, che altre volte in simili bisogni m’hanno aiutato. Il tutto è che a voi basti il core di fare ciò che vi dirò. — Messer Giovanni gli promise di far il tutto, che *era sicurissimo d'animo e che non solamente egli disotterrarebbe un morto, ma che farebbe ogni altra cosa. — A voi non istarà — soggiunse l’altro — di accostarvi al corpo fin che io e i miei compagni non l’averemo scoperto e levatali tutta la terra da dosso. E come questo sia fatto, noi vi faremo un segno, e voi scenderete ne la fossa ed abbraccerete il corpo morto e lo basciarete in bocca chiedendoli perdono. Noi poi vi daremo una tenaglia e voi gli caverete tre denti, dui di quei di sopra ed uno di quelli da basso, e ve li porrete in bocca e cavarete tre volte, rimettendogli ogni fiata in bocca; e cavatogli la terza volta fuori, ce li darete a noi, che saremo sempre là presenti. Fatto questo, li strapperete l’ungia del dito di mezzo de la man destra e quella del dito picciolo de la sinistra. Le altre cose i miei compagni le hanno tutte, come è carta non nasciuta e fatta con caratteri di sangue di pipistrello, una pietra di quelle che hanno queste botte, che stanno in terra, in capo, e molte altre cose di strana natura che non si vogliono cosi publi¬ care, le quali tutte insieme si pestano e si sepelliscono in luogo ove la donna che s’ama abbia a passare. Ed una sola volta che vi passi ella, vi manderà quel di medesimo a cercare e farvi intendere che ella è presta per far tutto ciò che voi desiderate. — Credette il tutto il buon messer Giovanni e disse che ciò che deveva fare era cosa leggera, e che per conseguir l’intento suo, che da se solo, quando fosse bisogno, la metterebbe ad effetto. Restati adunque in questa condizione, monsignor Giovanni, come se di già fosse l’effetto seguito, tutto cominciò a gongolare e lieto oltra modo se n’andò a casa a fare sue faccende. Messer Simone subito se n’andò a casa, e un’ora gli pareva un anno d’aver trovati i suoi compagni e a quelli narrata la beffa che già s’aveva