Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/332

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IL BANDELLO

a l’illustre e valoroso signore

il signor

roberto sanseverino conte di gaiazzo

salute


Vedesi di continovo per lunga isperienza che ne la natura umana ogni etá ha i suoi diporti e piaceri ove s’essercita, e ciò che a l’etá infantile e fanciullesca sta bene a fare e diletta i riguardanti, sarebbe di biasimo ad un giovine che in quello si volesse essercitare. Medesimamente la giovinezza ha i suoi giuochi e passatempi, e il giovine può fare di molte cose, e non meriterá castigo né riprensione, che se un vecchio e attempato far le volesse, sarebbe meritevolmente da tutti beffato. Lo innamorarsi e far il galante con le donne pare che a’ giovini convenga, in tanto che se si vede un giovine che viva senza amare, si dirá che egli non è uomo e che tiene del selvaggio e malinconico. Per Io contrario, quando l’uomo si truova in etá matura, il voler fare l’innamorato troppo se gli disdice, e spesso è cagione che il misero vecchio impazzisca e divenga favola del volgo. Di rado anco avviene che qualche scandalo non ne nasca, perciò che, non avendo il vecchio le debite forze che in amore si ricercano, egli diventa sospettoso e muore mille volte il di, combattuto dal freddo verme di gelosia, che spesso poi gli fa fare mille errori, come non è guari che ad uno sfortunato vecchio a Monza avvenne, nel tempo che l’illustrissimo signor Giano Maria Fregoso governator generale de lo essercito veneziano si fortificò a Cassano su l’Adda. Voi sapete che tutto il di Cesare Piola veniva in campo, stando ne la sua villa d’Inzago che era assai vicina. Egli un giorno narrò una gran pazzia