Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/397

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394 PARTE TERZA ai timidi giovini che, senza pensare più innanzi, credettero fermamente quella bestia esser il diavolo. Onde spaventati, si misero, quanto più le gambe ne gli poterono portare, a fuggir via, tenendosi per ben avventurato colui che più forte se ne fuggiva. Giunti in dormitorio, ansando e non potendo quasi formar parola, incontrarono alcuni frati che se n'andavano al coro, tra i quali era il maestro dei novizi. Egli, veggendo, per 10 lume che tutte le notti arde in dormitorio, costoro tornarsene indietro, disse loro perché non andavano ad apprestar l’ufficio; i quali con perturbata e timida voce gli risposero che su la sepoltura de l’interrato la sera avevano visibilmente veduto il nemico de l’umana natura. 11 buon maestro, che non era perciò 11 più animoso uomo del mondo, cominciò a tremar di paura e stava fra due, se deveva discendere o no. Su questo arrivò fra Giovanni Mascarello, cantore e ottimo musico, il quale, sen¬ tendo questo, animosamente se n’andò giù. E come entrò in chiesa e vide quella bestia, che aveva distese l’orecchie per Io strepito che aveva sentito, se gli appresentò innanzi il morto e la sua malvagia vita, e subito, rivolgendo le spalle, serrò l’uscio de la sagrestia e corse di lungo di sopra, gridando quanto poteva più: — Palres mei, egli è il diavolo ed il nemico de l’umana natura! — E più fiate replicava simili parole. Egli ha, come sapete, una grandissima voce e gridava si forte che non vi fu frate nel monastero che non lo sentisse. Il priore, che alora usciva fuor de la cella, si fece innanzi e a fra Giovanni disse: — Che pazzie son queste, cantore, che voi dite? Farneticate voi, o che ci è? Tacete e non fate a quest'ora cotesti romori. Che avete voi, in nome di Dio? — Padre — rispose alora il cantore, — io non farnetico, ma vi dico che il diavolo è in chiesa, ed io visibilmente con questi miei occhi l’ho veduto su la sepoltura di quell'uomo di cosi mala fama, che iersera sepellimmo. E credo che sia venuto per portarsene a l’inferno il corpo di colui. Questi dui giovini anco l’hanno veduto. — Domandato dal priore che cosa vista avessero, dissero il medemo che fra Giovanni detto aveva. Il perché il priore, pigliati seco alquanti di quei frati che quivi il romore aveva ragunati, scese giù ed entrò in