Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/435

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432 PARTE TERZA Onde, essendosi molte cose dette, il gentilissimo e vertuoso messer Antonio Cavriuolo, che cosi bene come io conoscete, narrò a proposito de le beffe una piacevole novella a Brescia avvenuta, che subito fu da me, ché de la brigata io era, scritta. Ora quella vi mando e dono, avendomi voi dal vostro amore¬ vole Brivio quella fatto ricercare. State sano. NOVELLA LI Beffa fatta da una bresciana al suo marito col mezzo d’un tedesco che le scuoteva il pelliccione e non seppe usar la sua ventura. Io credo che voi tutti sappiate di che maniera fu il saccheg- giamento de la nostra città fatto da’ francesi poco avanti a la rotta di Ravenna; e perché il caso fu pieno di sangue e di ru¬ berie, né si può senza cordoglio raccontare, io me ne passerò oltra, per non attristar questa lieta e nobile compagnia. Fu adunque alora un contadino, i cui maggiori erano stati mas¬ sari per lungo tempo d'una de le prime famiglie di Brescia, e si bene era loro avvenuto, che n’erano diventati ricchi, avendo comprato di molte possessioni in contado ed una agiata casa in Brescia. E ne la diruba già fatta essendo stati ammazzati tutti i vecchi de la casa ed anco i giovini, esso contadino, che nel convento dei frati di san Domenico si salvò, restò molto ricco, senza moglie e senza figliuoli. Chiamavasi egli Tura, uomo di grossolani e contadineschi costumi, con un visaggio fatto come quello de’ Baronzi, ed aveva presso a cinquanta anni. Onde, veggendosi ricco e piacendogli stare a la città, pensò voler ingentilire e più non aver cura d’altrui possessioni, ma attender a le sue e darsi buon tempo. Ridotto ne la città, faceva mezzo il gentiluomo ed in casa viveva assai bene, e spesso andava fuori a vedere come da' lavoratori erano le possessioni sue coltivate. Era in contado una gentildonna molto giovane, che, in quei mescolamenti del sacco de la città essendole stato anciso il marito, era rimasta vedova ed in casa d’una sirocchia di suo padre s’era ridotta, ove assai poveramente se ne stava, perciò che, quantunque fosse nobile, aveva nondimeno poca