Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/441

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43« PARTE TERZA perché non si sapesse il suo fallo, la contessa, che senti che di questo caso si mormorava, ci promise di tal materia novellare. Onde senza indugio narrò una crudeltà da una madre verso il figliuolo usata, che tutti ci riempi di stupore e meraviglia ed insiememente di compassione, giurando che detta madre ella conosceva. Io, pregato di scriverla, poco me ne curai, non vo¬ lendo che fra le mie novelle fosse veduta. Ora, astretto da voi che desiderate sapere come il caso fu, non ve l’ho potuto ne¬ gare, pensando anco che non istà male, tra le cose varie, che simili accidenti ci siano. A voi dunque la detta istoria mando, ché, avendomela voi con tanta instanzia richiesta, convenevole m'è paruto al nome vostro dedicarla. Udite adunque tutto quello che in questa materia la contessa disse, e state sana. NOVELLA LII Pandora prima che si mariti e dopo compiace a molti del suo corpo, e per gelosia d’un suo amante che ha preso moglie ammazza il proprio figliuolo. Io sono stata assai dubiosa, amabilissime signore e voi cortesi signori, se io deveva dire quello che ora ho deliberato narrare, perciò che tanta sceleratezza e cosi inaudita crudeltà mi pareva che a cosi nobile ed umana udienza, come è la vostra, non con¬ venisse d'ascoltare, e meno a me di dire. Nondimeno, veggendo che del caso de la giovane cremasca tutti séte restati stupidi, e vari giudici su ci sono stati fatti e detto che questi accidenti non ponno se non recare profitto a chi gli ascolta, sentendo lo¬ dare il bene e vituperar il male, io pur lo dirò. E se giudicato avete che quella di Crema meritasse tutto il castigo che le sante- leggi a tai misfatti dànno, che giudicarete voi che meriti quella de la quale adesso io parlerò, quando la sua sceleraggine e vi¬ tuperosa vita averete sentita? Quella di Crema potrebbe aver qualche colorata diffesa, perciò che, essendo giovane da marito e da l’amore del suo innamorato accecata, si lasciò ingravi¬ dare, e temendo dal padre e fratelli esser ancisa se il suo fallo si sapeva, o mai non trovar marito, si deliberò, a la meglio che po¬ teva, celarsi. E certo il caso è degno di compassione. Ma questa