Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1912, V.djvu/107

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J04 PARTE QUARTA Battista Lofredio che non si mettesse cosi sfrenatamente a tanta impresa, sapendo che dal viceré di Napoli avuto aveva in iscritto, in li mandati, che non guardasse al desiderio del re, volontà- roso fora di misura di ricuperare lo regno; e che non dubitava che esso re non si mettesse a ogni periglio, ma che attendesse che egli avesse soccorso di una numerosa e forte compagnia di arabi, come promesso avea. Mentre su queste esortazioni si dimorava, alcuni baroni africani, simulando di essere buoni amici, erano usciti fore di Tunesi e con una loro barbara cerimo¬ nia, mettendosi le ignude scimitarre a la gola, come è peculiare costume loro, davano il sagramento di fedeltà. Costoro esorta¬ rono Muleasse andare animosamente innanzi, con ciò sia cosa che Amida, come vedesse suo padre armato, vinto da la ver¬ gogna e dal timore, subito abbandoneria la ròcca e la città e confuso se ne fuggirebbe. Credette a le false persuasioni Mu¬ leasse e non vi interponendo dimora alcuna, invocandolo e pro¬ testando indarno Tovarre, che da le fraudi e insidie puniche si guardasse, fece esplicare in uno momento gli stendardi e bandere e a la volta di Tunesi prese il camino, seguendolo alle¬ gramente con animoso core il Lofredio; il quale se tanta pru¬ denza avuta avesse quanto aveva ardito cuore, le cose sue e del re senza dubbio prendevano altro assetto. Non mancarono perciò prefetti esperti ne l’arte militare, come furono Cola To- masio e Giacomo Macedonio, patrizio neapolitano, li quali si sforzarono con evidenti argomenti persuadere il Lofredio che, senza avere veduto o da’ suoi soldati esperti fatto vedere ed esplorare il sito del paese, non si mettesse cosi di liggiero a combattere, e non volesse dare fede a le parole de li fallaci afri¬ cani; ma che si contenesse uno poco e intertenesse a bada il re, che senza lui non combatteria, e si aspettasse il soccorso de li propinqui numidi, promesso da esso re. A questi super¬ bamente, per non dire con pazzia, rivolto, il Lofredio disse: — Voi, che di vergognosa paura séte pieni, cessate, cessate ora¬ mai di predicare queste vostre poco valevoli ragioni anzi ciancie puerili, e non vogliate sminuire l'audacia degli uomini forti, perciò che io vi assicuro che tanto è lontano da me il voler